Il Tirreno

Frane, 5 anni senza un colpevole

Frane, 5 anni senza un colpevole

Ancora in corso i processi sulle tragedie di Lavacchio e Mirteto: tre persone morte sotto il fango

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MASSA. Era la sera del 31 ottobre di cinque anni fa quando due frane, una a Mirteto e l’altra a Lavacchio, si portarono via le vite di tre persone: Aldo Manfredi, autotrasportatore di 45 anni, Nara Ricci, maestra di 39 anni e il figlio Mattia, di appena due anni. La donna e il suo piccino sono morti sotto una valanga di fango che si è staccata nella notte dalla collina che sovrastava la loro casa. Si era salvato il padre del bimbo e marito della donna, Antonio Guadagnucci, 45 anni: i detriti lo avevano sbalzato fuori casa senza nemmeno scalfirlo. Michela, l'altra figlia della coppia, all’epoca quindicenne, era fuori con gli amici per festeggiare Halloween. Manfredi, invece, era stato sepolto in via Montalbano mentre tentava di evitare che l’acqua allagasse l’abitazione degli anziani genitori. Un costone della collina lo inghiottì senza dargli neppure il tempo di mettersi al riparo.

Cinque anni sono passati, ma ancora non c’è una sentenza che dica di chi fu la colpa di quelle morti. I processi sono ancora in corso, forse termineranno entro la fine dell’anno. Più probabilmente si andrà al 2016. Febbraio si spera.

Per il processo sulla frana di Lavacchio è stata disposta una super perizia, dopo che i consulenti delle parti si sono scontrati in aula fino all’ultima tabella. Per i consulenti dell'accusa il versante ha ceduto per l'inicuria, per l'assenza di manutenzione di canalette di scolo, per una serie di interventi che avrebbero - ha ribadito il pm Rossella Soffio - favorito il convogliarsi della acque e il conseguente "ruscellamento". I periti nominati dalla difese invece sono arrivati a conclusioni diametralmente opposte: imputano la colata di fango alle piogge eccezionali del 2010 e alle caratteristiche geologiche di quella porzione di collina. Non a una cattiva esecuzione dei lavori, non a condotte omissive. Visto che non c’è certezza il giudice Giovanni Sgambati ha incaricato uno specialista super partes - il docente Gabriele Salvatore del dipartimento di Scienza della Terra - per capire cosa è accaduto quella notte. Il sostituto procuratore Soffio ha già fatto la sua requisitoria, chiedono complessivamente condanne per 33 anni per i cinque imputati. La richiesta più pesante per Giuliano Arrighi, nel 2010 dirigente del settore lavori pubblici in Provincia, Mauro Alberti, responsabile del servizio strade a Palazzo ducale e Antonio Cirillo, il libero professionista che ha certificato alcuni lavori realizzati sulla via che attraversa Lavacchio: per loro tre il pm vuole una condanna di 6 anni e un mese. Richiesta di 5 anni, invece, per Nicola Rossetti, responsabile provinciale del servizio di costa e Libero Ballerini, capocantoniere. Per Paolo Busticchi, il titolare della ditta che ha realizzato i lavori, la richiesta di Rossella Soffio è di 4 anni e 11 mesi.

Il processo su Mirteto invece è più indietro. Ancora nessuna richiesta. Alla sbarra sei persone, con l'accusa di omicidio e disastro colposi: il geometra Carlo Mariani, l'ingegner Andrea Bontempi,il geologo Riccardo Barbieri, nonché Giuseppe Rebecchi e Alessandro Migliorelli, titolari della ditta che eseguì i lavori di somma urgenza nel 2008 proprio nel punto in cui il terreno franò travolgendo Manfredi. A giudizio anche Jacopo Baroni, titolare di una seconda ditta di escavazioni.

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