Italia
«Nessuna crudeltà in quelle coltellate, ergastolo è abominio»
Così l’avvocato Frediani ha convinto il collegio d’assise a concedere una possibilità di recupero di Andrea Mazzi
MASSA. Aveva chiesto il minimo della pena per Andrea Mazzi, l’avvocato Enzo Frediani. Lo aveva fatto dopo un’arringa durata una settantina di minuti in cui l’avvocato che difende Andrea Mazzi, ha tentato di far capire ai giudici popolari perché non dovevano caricare di aggravanti il già terribile reato commesso dal suo cliente la notte di Natale del 2013. Un duplice delitto, invece, secondo la ricostruzione di Frediani carico di attenuanti. «L’ergastolo è una pena abominevole - ha attaccato il legale -, una pena che in molti paese più evoluti del nostro hanno già cancellato. Il fine pena mai non si applica in Norvegia e neppure in Gran Bretagna, Mazzi non merita una condanna del genere perché aveva soltanto 21 anni quando accoltella Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria e non merita neppure l’isolamento diurno per tre anni. Non so se vi rendete conto (sempre rivolto alla giuria popolare) cosa vuol dire stare in una cella dove c’è soltanto una brandina senza poter interagire con gli altri detenuti. È un po’ come essere in un recinto per animali oppure attaccato a un remo con le catene in una nave galera».
L’avvocato ha smantellato le aggravanti contestate dal sostituto procuratore Rossella Soffio, nel tentativo di convincere il collegio. Per il delitto Fruzzetti: «Non c’è nel capo di imputazione eppure in questa aula è stata tirata in ballo come aggravante. Fruzzetti è morto in una manciata di secondi, se Mazzi ha dato dei calci lo ha fatto quando il ragazzo ormai aveva perso la vita». Per il delitto Baria: «È stato colpito otto volte, soltanto l’ultima coltellata è stata mortale perché le altre erano superficiali. Ma ha affrontato Mazzi in due momenti diversi, la prima davanti al circolo, l’altra una decina di metri più in là verso piazza Mercurio. Baria aveva consumato cocaina ce lo dicono gli esami tossicologici del medico legale Maurizio Ratti, non era lucido e non si rendeva conto della pericolosità di Mazzi. Del resto anche Parolisi che di coltellate ne aveva sferrate 34 alla moglie non è stato ritenuto crudele dalla corte di cassazione».
Altra aggravante che Frediani voleva cancellare è la premeditazione: «Mazzi aveva il coltello, ma non è partito da casa con l’intenzione di uccidere Fruzzetti e Baria. E neppure si possono prendere per minacce quei messaggi che postava su Facebook. È stato un dolo eventuale, con quel coltello poteva spaventare, ferire e uccidere. Alla fine ha ucciso, anche in maniera terrificante, ma senza averlo pianificato». Poi il pentimento che secondo il pubblico ministero e alcuni avvocati delle parti civili non c’è stato: «È una colossale bugia che vi stanno raccontando per non farvi ragionare lucidamente (sempre rivolto ai giudici popolari), Andrea in carcere come testimoniano le intercettazioni dice che darebbe un rene per salvare uno dei due ragazzi e un polmone per salvare l’altro. Se non è un pentimento questo ditemi voi che cosa è. Non credete a chi vi dice che Mazzi in carcere rideva per la morte di Fruzzetti e Baria, non lo ha mai fatto».
Frediani poi parla dei testimoni, prendendo gli atti del processo in mano. E ne cita soprattutto uno, Frank Della Pina il ragazzo che non conosceva i contendenti e si è buttato in mezzo a quella che ha definito una rissa per rendersi utile: «Il teste non parla di agguato, dice che si stanno picchiando dieci persone. E Mazzi era insieme ad Adil, questo vuol dire che gli altri erano in otto. Nessuno sa che cosa ha scatenato quel putiferio al circolo Odissea, ma c’è la sentenza di condanna di Amroui (dieci anni col rito abbreviato) che nelle motivazioni del giudice ci fa capire che è stato Adil a provocare Fruzzetti e che quindi Mazzi è intervenuto per dare una mano all’amico in difficoltà. Del resto Andrea aveva già visto Fruzzetti quella sera in via Dante, ma tra di loro non c’era stato alcun alterco. Perché? Perché non aveva nulla contro di lui. Anche qui quando vi dicono che volesse vendicare il ferimento di un altro ragazzo colpito al viso con una bicchierata vogliono suggestionarvi. È un fatto accaduto anni fa, perché la vendetta doveva arrivare quella notte? Perché proprio la notte di Natale del 2013?». (d.d.)
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