Il Tirreno

Piove, la stazione diventa piscina La rabbia dell’edicola Casani

Il titolare è costretto a spazzare l’acqua con la scopa tutte le volte che scoppia un temporale «Il sindaco Volpi appena insediato aveva detto che la priorità era mettere in sicurezza il territorio»

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MASSA. «Quando il sindaco Volpi si insediò disse che una delle priorità del suo mandato sarebbe stata la messa in sicurezza del territorio onde evitare rischi e disagi per i cittadini. La verità è che ogni volta che piove appena un po' più forte della norma per venti minuti, qua è un autentico disastro. Hanno voglia di parlare di bombe d'acqua. Ma forse la stazione di Massa non rientra nelle zone da tutelare».

Esasperazione, rabbia, frustrazione: è un mix di sensazioni quello che pervade Paolo Casani, che gestisce con la moglie Simona l'edicola dello scalo ferroviario cittadino. E mentre a colpi di scopa cerca di spazzare via l'acqua che ha invaso il fondo del suo esercizio commerciale si sfoga: «E' la terza volta in un mese e mezzo che succede. Non si può lavorare così». Anche il sottopassaggio che consente di accedere al binario 2, tanto per cambiare, è finito ancora una volta sott'acqua.

Prosegue Paolo: «La scorsa settimana, in previsione dell'ondata di maltempo preannunciata per questi giorni, ho cercato di premunirmi telefonando alla protezione civile, chiedendo che mi venissero forniti dei sacchi di sabbia. Mi è stato risposto che è necessario passare dal comune. Ho così chiamato il numero che mi era stato fornito e l'incaricato mi ha detto che i sacchi possono essere distribuiti solo in caso di emergenza. Ma che cosa significa? Ho fatto notare che è proprio per evitare di trovarmi in una situazione di emergenza che ne avevo bisogno e li richiedevo». E l’edicolante conclude: «Piuttosto che rivolgermi a loro una volta che il disastro è avvenuto e ho subito danni, a mio avviso è più logico fare prevenzione e fare il possibile per limitare i danni. Ma niente, non c'è stato verso. Tocca arrangiarsi da soli. Ogni volta che capita questo tipo di precipitazioni un po' più forti mi ritrovo a dover fare le corse contro il tempo, mettere al riparo il materiale e la merce che ho in vendita. Le prime due volte è successo di giorno e ho fatto appena in tempo a metter via tutto per poi chiudermi dentro in attesa che passasse la fase più intensa del temporale».

Stavolta invece è successo di sera e Paolo e Simona dovuto precipitarsi da casa all'edicola, armarsi di scope, oltreché di una buona dose di pazienza, per poter spazzar fuori l'acqua che già stava allagando l'interno dell'edicola. Anche per questa volta ce l'hanno fatta, l'allarme può rientrare, almeno fino al prossimo acquazzone. Però qualcosa bisogna fare, non è possibile che la stazione di un capoluogo di provincia (a termine) sia conciata in questo modo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web