Italia
Raccolta rifiuti interrogativi aperti sul futuro del servizio
AULLA. Lunedì scorso sono scaduti i termini della soluzione temporanea di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti al Cermec di Massa, in attesa dei lavori di riparazione del capannone della ditta Costa...
AULLA. Lunedì scorso sono scaduti i termini della soluzione temporanea di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti al Cermec di Massa, in attesa dei lavori di riparazione del capannone della ditta Costa di Albiano Magra danneggiato dalle fiamme, tre settimane fa. In vista ci sarebbe una proroga, che avverrebbe in automatico, visto che, attualmente, la ditta Costa non sarebbe ancora in grado di tornare alla piena operatività in quanto la prima previsione, di tornare in attività dopo 15 giorni, sarebbe stata troppo rosea, non parametrata alle reali tempistiche del cantiere.
L'allungamento dei tempi per il suo ripristino sarebbe anche legato a diversi iter burocratici che dovranno essere assolti per fare tornare l'impianto alle condizioni d'uso originarie, con verifiche e validazioni che dovranno pervenire sia dalla Provincia che dai tecnici dell'Arpat, i quali dovranno controllare che non vi sia un rapporto di convivenza conflittuale tra il sito e i residenti.
Questi ultimi hanno però ampiamente dimostrato il loro dissenso al ritorno in attività di Costa con una manifestazione durata tre giorni e pare che altre si profilino all'orizzonte. Nel contempo si continuerà a conferire presso la centrale di stoccaggio di Massa, a quanto pare mantenendo inalterate le competenze. Occorrerà però un nuovo tavoli di confronto con l’Ato Toscana, l’organismo sovraccomunale che coordina il servizio rifiuti, con l’Unione dei Comuni per capire quali siano le strade da percorrere e quale sia la reale tempistica entro la quale Costa potrà tornare in attività.
A ciò si deve aggiungere la preoccupazione dei cittadini lunigianesi che in un eventuale scambio di soggetto appaltatore, vedrebbero l’ombra di eventuali aumenti della Tasi. Quest’ultima ipotesi però è stata scartata dallo stesso presidente dell’Unione, Riccardo Ballerini che ha confermato la volontà di fare rimanere invariate le tariffe in caso dovesse avverarsi tale scenario.
Il rischio è quello che si cada in un limbo amministrativo con una situazione non del tutto normalizzata e operativa al 100% ed una soluzione che da temporanea potrebbe mutuarsi in definitiva, salvo parere positivo da parte degli organi regionali.
In settimana dovrebbe riunirsi una prima conferenza dei servizi con tutti i sindaci della Lunigiana per vagliare le ipotesi future e decidere quale percorso intraprendere, anche in virtù del costo che un rinnovamento del servizio potrebbe comportare. Di certo un’eventuale situazione di stasi aprirebbe un grande punto interrogativo sulle modalità di sviluppo del servizio sul comprensorio lunigianese.
Cristiano Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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