Il Tirreno

Chiusura del Bailey a PonteMagra polemica sulla raccolta delle firme

Chiusura del Bailey a PonteMagra polemica sulla raccolta delle firme

L’assessore Giammarco Simi accusa gli organizzatori Mario Guastalli e Roberto Malaspina: «Gran parte di coloro i quali hanno aderito all’iniziativa non sapevano bene cosa stessero firmando»

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VILLAFRANCA. Scoppia un nuovo fronte di polemica, da aggiungere a quelli già agguerritamente combattuti nei mesi scorsi, tra amministrazione comunale e minoranza in merito alla questione della raccolta firme, organizzata congiuntamente da Mario Guastalli e Roberto Malaspina.

Queste firme furono consegnate all'attenzione delle amministrazioni comunali di Villafranca e Mulazzo nell'ultima assemblea pubblica, affermando che vi erano 700 cittadini (diventati 1000 in altri resoconti) che chiedevano la chiusura posticipata del ponte Bailey. La modalità di svolgimento di tale raccolta però non sarebbe regolare secondo l'assessore al bilancio, Giammarco Simi, in quanto si rintraccerebbero delle inesattezze che ne inficerebbero la validità.

«E' veramente difficile accettare lezioni di comunicazione - afferma Giammarco Simi - da parte di chi aveva impostato la campagna elettorale nel chiuso del Salone Voltato, salvo poi decidersi a scendere in piazza avendo capito che il vento soffiava contro. Ancora più difficile accettare tali lezioni da chi, una volta sceso in piazza, ha offerto una così ampia ed esauriente comunicazione ai cittadini da dissipare anche la residua fiducia disponibile. Ma abusare della credibilità popolare creando ad arte un vero falso ideologico è veramente troppo. Questa mattina il gruppo di minoranza “Villafranca in Movimento” ha presentato al protocollo del Comune una raccolta firme contro la chiusura del Ponte sul Magra. Fin qui nulla di male, anzi iniziativa encomiabile, se non fosse per un piccolo particolare: la stragrande maggioranza dei firmatari sicuramente non sapeva di stare firmando un qualcosa che qualcuno avrebbe strumentalizzato».

L'affondo si fa più diretto nell'analizzare la vicenda «dopo i 700 voti di scarto con cui annunciava pomposamente la vittoria elettorale - puntualizza Simi - ecco i 700 "commercianti" villafranchesi che appoggiano la sua raccolta firme: perchè di questo si vanta, di rappresentare i commercianti e gli artigiani villafranchesi, proprio lui, un burocrate! Onestà intellettuale vorrebbe che, quando appunto si propone una raccolta firme, si apponesse su ciascun foglio il logo dell'associazione proponente, logo in questo caso completamente assente. Scorrendo poi i nomi dei firmatari, ci sono quelli di diverse persone che, da noi contattate, si sono dichiarate completamente all'oscuro del fatto che una sacrosanta firma contro la chiusura del Ponte sul Magra sarebbe stata inopinatamente utilizzata da Mario Guastalli pro domo sua. Per inciso, quello stesso Mario Guastalli che, in campagna elettorale, tra le infinite promesse sventolate ai quattro venti, annunciava pure la realizzazione di un guado sul fiume Magra, guado mai realizzato. Ecco i metodi della minoranza consiliare: fogli bianchi e firme raccolte ad insaputa delle persone».

Infine polemizza in merito alle accuse che furono lanciate nell'assemblea pubblica organizzata dalle due minoranze consiliari a Villafranca: «In una precedente - conclude Giammarco Simi - assemblea pubblica organizzata dalla sua lista si tentava, in modo assolutamente scorretto, di far passare il messaggio di una inerzia della nostra amministrazione sul problema Ponte, di pubblicare quanto le amministrazioni di Villafranca e Mulazzo, in tempi non sospetti, hanno richiesto alla Società Autocamionale della Cisa circa la ricerca di possibili soluzioni. A differenza però del settore scuola, in cui abbiamo salvato Villafranca dal perdere l'Istituto Commerciale, qui entrano in gioco strutture e società terze dalle cui scelte noi dipendiamo: pertanto non siamo noi a poter decidere, ma possiamo solo offrire alternative decisionali rimesse al giudizio insindacabile della società gestente l'impianto autostradale, società con cui il confronto continua. Aspettiamo Villafranca in Movimento alle prossime assemblee pubbliche, invitandola a parlare dei problemi reali e non vivendo in una eterna campagna elettorale Quella si è conclusa il 31 maggio ed è bene che i nostri avversari se ne facciano una ragione».

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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