Il Tirreno

lo smantellamento

di Melania Carnevali
lo smantellamento

MARINA DI MASSA. «E noi ora cosa facciamo? Come passiamo il nostro tempo?». Ha il volto di un uomo che ha subito una condanna, Giovanni Pitanti, pensionato di 85 anni, che da quasi 30 frequentava...

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MARINA DI MASSA. «E noi ora cosa facciamo? Come passiamo il nostro tempo?». Ha il volto di un uomo che ha subito una condanna, Giovanni Pitanti, pensionato di 85 anni, che da quasi 30 frequentava tutti i pomeriggi lo stesso posto: il tendone davanti alla colonia Torino, il “ritrovo dei pensionati” come era stato chiamato con tanto di targhetta affissa su un lato. Un punto di incontro di almeno un centinaio di anziani della zona, e non solo, da tre decenni, per una partita a carte, due chiacchiere, un bicchiere di vino, per trascorrere una giornata che altrimenti scivolerebbe inevitabilmente nella noia. Ieri quel tendone è stato smontato pezzo per pezzo, smantellando anche l'abitudine di tantissimi anziani. A ordinarlo è stato il Comune, dal momento che quella struttura è indicata nel regolamento urbanistico come “punto d'ombra” e, in quanto tale, abusivo fuori dalla stagione estiva. Ed ecco che un semplice atto amministrativo, magari anche lecito, assume il sapore della condanna per chi aveva una routine a cui teneva e che non ha più. «E cosa facciamo noi ora?», ripete il signor Pitanti. «È nato tutto da un gruppetto di anziani che si ritrovavano qui il pomeriggio a giocare sulla scogliera – racconta – Poi abbiamo fatto un tendone, che era bruttissimo. In un secondo momento il Comune ce ne ha costruito un altro. Gli hanno dato fuoco e ce l'hanno ricostruito. Poi gli hanno ridato fuoco e a quel punto il Comune ha detto che non aveva soldi per rifarcelo e ce lo siamo costruiti da soli. E ora invece ci dicono che bisogna andarcene». Da due anni il Comune ha cercato di regolarizzare quella struttura, considerandola appunto come uno dei punti d'ombra. Scaduti però i 90 giorni doveva essere smantellata. Così ieri è arrivato l'ordine dagli uffici tecnici del Comune. «Venivamo qui soprattutto l'inverno perché non abbiamo soldi da spendere al bar, altrimenti avremmo trovato altri punti di riferimento», continua Giovanni Pitanti. «Il ritrovo era alle due del pomeriggio e ce ne andavamo la sera – racconta Mauro Pitanti, 62 anni – Per stare in compagnia, farci due risate, trascorrere una giornata». Ad assistere allo smantellamento decine di anziani arrabbiati, amareggiati e anche un po' spaesati. «Ma che noia daremo mai? – si chiede Luigi Ianigro, 69 anni -fissando il tendone mentre veniva smantellato – Venivamo qui per stare tra amici. Nemmeno fosse una struttura pericolosa». «Venivano qui anche dai Quercioli, da Romagnano e da altri quartieri – racconta Mirco Tedeschi, pensionato di 76 anni – Era davvero un punto di riferimento per tutti gli anziani della città». E aggiunge: «chissà cosa faremo ora», poi sale sulla sua pandina blu e sfreccia via. L'amministrazione assicura che troverà una soluzione, urbanistica più che altro, per trovare un altro “ritrovo dei pensionati”. Intanto anche il consigliere azzurro Stefano Benedetti, interviene chiedendo al primo cittadino, Alessandro Volpi «perché lo stesso metro non venga utilizzato anche per altri abusi edilizi insistenti su area demaniale. Nel merito- commenta- ho avuto modo durante l'operazione di smontaggio della struttura, di confrontarmi con i frequentatori presenti e devo ammettere che li ho trovati molto addolorati per ciò che sta accadendo. Sono al corrente che ci troviamo di fronte ad un esposto presentato da un cittadino, ma non comprendo il motivo per il quale si è optato per lo smontaggio della struttura, anziché spostarla di qualche metro in attesa delle autorizzazioni comunali necessarie per poter disporre di questo luogo di socializzazione e passatempo per anziani. Mi auguro – continua - che prima delle feste natalizie si possa festeggiare l'inaugurazione della nuova baracchina autogestita dai frequentatori e per il momento a costo zero per il Comune di Massa».

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