Il Tirreno

Aulla ricorda e rende omaggio alle vittime dell'alluvione 2011

Aulla ricorda e rende omaggio alle vittime dell'alluvione 2011

Cittadini e autorità alla messa in San Caprasio

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AULLA. Una messa per non dimenticare la spaventosa tragedia dell'alluvione di quattro anni fa, per ricordare chi non c'è più. È a Enrica Pavoletti e a Claudio Pozzi che è stata dedicata la funzione religiosa di ieri pomeriggio nell'abbazia aullese di San Caprasio: la prima, 78 anni, trascinata con la sua auto dalla piena del fiume Magra in un parcheggio di via Resistenza, il secondo, 60 anni, annegato all’interno del suo garage fra viale Lunigiana e via Resistenza.

A loro sono andate le preghiere dei tanti aullesi presenti, i quali non dimenticheranno tanto facilmente quello che accadde il 25 ottobre 2011, quando il fiume Magra in piena ruppe gli argini e devastò tutto quello che incontrava, con il fango che invase ogni cosa. Ad officare la santa messa, assieme a don Andrea Forni, era il parroco don Giovanni Perini, il quale, ricordando quei momenti realmente terribili, non ha mancato di fare notare che «la gente di Aulla non ha avuto soltanto danni materiali dall'alluvione, ma anche interiori e psicologici» ed ha invitato «a fare ognuno la propria parte, a partire dai magistrati per arrivare ai politici e ai cittadini».

E se le prime file erano occupate dalle autorità civili e militari, si notava l'assenza proprio del procuratore capo di Massa, Aldo Giubilaro, che ha imbastito il processo in corso sui fatti dell'alluvione, il quale, invece, lo scorso anno era presente alla messa a tre anni dall'alluvione e si è sempre distinto per la sua grande vicinanza alla popolazione aullese così duramente provata. A portare il saluto di Giubilaro, però, era il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, la quale lasciava la parola prima al vice prefetto Roberta Carpanese, che puntava sulla pianificazione territoriale e sulla prevenzione “per fare sì che certi eventi non accadano più, poi al vice presidente della Provincia di Massa Carrara, Ugo Malatesta, il quale sottolineava «quanto sia importante che la comunità aullese sappia riprendersi, anche perché non è finito il processo di ricostruzione».

A chiudere la cerimonia era, quindi, proprio Silvia Magnani, con un discorso sul filo dell'emozione: «Il 25 ottobre resterà nella memoria collettiva, quell'onda che si è portata via la vita di Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi è stata una catastrofe che ha mutato aulla economicamente e socialmente. Ora siamo qui per fermare il tempo in una delle stazioni più dolorose».

Il primo cittadino aullese, poi, ripercorreva le ore successive all'alluvione, con l'arrivo dei primi soccorsi e dei volontari, e arrivava all'oggi per fare un cenno alle difficoltà della ricostruzione, in particolare per le scuole: «Storie di ordinaria burocrazia hanno rallentato le cose, con le scuole che, pur essendo in uno stato avanzato, non sono ancora terminate». Infine, il sindaco di Aulla si è recata a posare un mazzo di fiori ai piedi della statua della Madonna dell'addolorata, che fu gravemente danneggiata dall'alluvione, assieme a Simonetta Fiorentini, figlia di Enrica Pavoletti.

 

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di Redazione web