«Linea Pontremolese nell’oblio»
Denunciato il disinteresse sui mancati finanziamenti per il raddoppio
FIVIZZANO. L’associazione culturale Regione Lunezia interviene in merito alla linea ferroviaria Pontremolese.
«Circa un mese fa - si legge in una nota - i parlamentari parmensi del Pd presero posizione nei confronti del Governo nazionale per i mancati finanziamenti sulla Pontremolese e fecero un appello al Ministro dei trasporti, Del Rio per sollecitarlo ad assumere provvedimenti correttivi. Noi dell’associazione culturale Regione Lunezia ci chiediamo se esiste un’analoga presa di posizione dei parlamentari lunigianesi e della Provincia di Massa-Carrara: per quanto ne sappiamo, non ci risulta. Del raddoppio della Pontremolese si favoleggia ormai da anni, ma tutto resta lettera morta: un trasporto su rotaia altamente insignificante e lo status quo non riguarda la sola provincia apuana, Lunigiana in testa, ma dovrebbe attirare l’attenzione anche dei Governi regionali di Emilia Romagna, Toscana e Liguria, dato che l’interazione è il sale della politica. Gli Enti nominati sono tutti amministrati dal Pd, che pare soffra di strabismo, lo diciamo con simpatia, perché non vedono le priorità strategiche che interessano una parte consistente dei territori dell’Emilia occidentale e della Lunigiana storica».
Viene aggiunto che «Noi luneziani abbiamo costantemente sottolineato la priorità del corridoio intermodale Tirreno-Brennero, che potrebbe essere la colonna vertebrale delle potenzialità economiche dell’area vasta padano-lunense, ma di più, sarebbe un’arteria di valenza europea per i trasporti che dall’alto Tirreno e in particolare dai porti di Spezia e di Carrara, attraverso il Brennero, potrebbero raggiungere l’Europa centrale e viceversa, con vantaggi economici su tutti i territori intermedi. Ma non c’è fine alle catastrofi e allora desideriamo portare a conoscenza di tutti il comportamento della Regione Emilia Romagna che afferma di voler incentivare il trasporto su ferro e non quello su gomma, ma in verità nel progetto da presentare al Governo centrale, stralcia il secondo lotto per il raccordo Autocisa- Autobrennero, mentre al Governo nazionale non interessa il raddoppio della Pontremolese, il tutto sotto lo sguardo distratto dei Governi locali altamente disinteressati a un potenziale sviluppo economico attinente alla viabilità».
E la conclusione: «Si tratta di un’ulteriore conferma circa il sistema regionale italiano, che non vede più in là delle capitali regionali, Firenze, Bologna, Genova, trascurando ogni potenzialità dei territori intermedi. Dalla parte della nostra visione strategica si sono schierate le Unioni degli Industriali, di Parma, Spezia, Massa-Carrara, Reggio Emilia, Piacenza, Mantova e Cremona. E noi luneziani andremo avanti con loro, peccato, però, che il mondo politico resti seduto sulla cultura della conservazione, anche quando si dichiara “rottamatore” innovatore o rivoluzionario. In altre parole, il mondo politico non vede l’urgenza di porre mano a un riassetto regionale».
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