Gioco
«Aziende lasciate sole, ora non si parli di delocalizzazione»
La replica di Assindustria alla proposta avanzata nel Poc «Nessuna vicinanza alle segherie devastate dall’alluvione»
CARRARA. Botta e risposta, a distanza, fra Assindustria e Palazzo civico sul tema, spinoso, delle aziende che insistono lungo l’asse del Carrione. Il sindaco ha parlato di una delocalizzazione delle segherie. Gli industriali rispondono: «Il Comune avrebbe fatto bene a stare vicino alle aziende di via Argien Destro che con l’alluvione hanno subito ingenti danni e hanno dovuto rimettersi in piedi da sole».
La replica di Assindustria parla chiaro.
«L'Amministrazione di Carrara ha annunciato che con il nuovo Piano Operativo Comunale, vorrebbe delocalizzare le segherie di marmo oggi attive in via Argine Destro - si legge in una nota frimata dalla Confindustria apuana - Aldilà delle complessità di qualsiasi iniziativa di delocalizzazione, che richiede il reperimento di aree idonee, un accordo con le ditte interessate e adeguate condizioni economiche per le quali probabilmente non saranno sufficienti semplici perequazioni urbanistiche, in questo momento la proposta appare quanto meno inopportuna».
«Le aziende di via Argine Destro - continua la nota - hanno subito danni gravissimi a seguito dell'inondazione del 5 novembre 2014, ed hanno fatto fronte alla situazione con uno sforzo immane per evitare la chiusura e la perdita di posti di lavoro, il tutto in grande solitudine».
E Assindustria prosegue: «In questo difficile, solitario, tentativo di recupero di "normalità" queste aziende - che ricordiamo non sono un appendice marginale o ingombrante ma una importante realtà produttiva del nostro territorio, altamente specializzata nelle lavorazioni lapidee - di certo non vogliono parlare di delocalizzazione».
«E, se anche l'argomento fosse in discussione- sottolineano gli industriali - si dovrebbe preliminarmente individuare un'area dove poter costruire un progetto solido, sicuro e sostenibile, con la stessa viabilità, i servizi e le condizioni operative delle aree industriali degli altri distretti lapidei italiani (in primis, Verona)».
«Queste imprese - insiste Assindustria - si sono insediate sull'argine destro conformemente alle previsioni urbanistiche del Piano Piccinato (1971); qui hanno realizzato consistenti progetti industriali e nessuna impresa immobilizza risorse in impianti se, dopo qualche anno, deve trasferirsi in un'altra area».
«Prima di avventurarsi in progetti complessi e di esito incerto, l'Amministrazione Comunale avrebbe dovuto far sentire la propria vicinanza alle aziende, intervenire per rendere possibile il ripristino della viabilità e metterle così in condizione di operare in normali condizioni risparmiando notevoli disagi a clienti, trasportatori e lavoratori- continua la nota di Assindustria - Questi sono i problemi improrogabili che l'Amministrazione dovrebbe affrontare. La situazione di perdurante emergenza mette sicuramente in secondo piano i progetti di delocalizzazione e queste prospettive che comunque, prima di essere commentate sui giornali, dovrebbero essere valutate insieme alle imprese che si vogliono trasferire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google