La protesta
Anziana con fratture fa la spola tra due ospedali
Caso denunciato a Fivizzano dal Comitato in difesa del diritto alla salute: «Dalle 14 non c’è il medico ortopedico e perciò è stata trasferita a Pontremoli»
FIVIZZANO. Ultimo giorno oggi per firmare presso gli uffici anagrafe comunali la richiesta di indire un referendum abrogativo della legge regionale 28/2015.
Lo ricorda il Comitato in Difesa del diritto alla salute in Lunigiana che «a supporto della tesi sostenuta per una sanità pubblica universale, efficiente e efficace, con servizi di qualità e gratuiti», denuncia un disservizio che ha causato disagi per i cittadini dei territori periferici e montani, accaduto nei giorni scorsi.
«Una signora di 72 anni - racconta con una nota il Comitato lunigianese - si è presenta presso il pronto soccorso dell'ospedale di Fivizzano dopo una caduta da un’altezza di circa due metri e mezzo che le aveva procurato un trauma cranico, fratture alla testa omerale destra, del radio e ulna destra e primo dito mano sinistra».
Il racconto prosegue con la signora «che nonostante il dolore intenso, viene trasferita in ambulanza all’ospedale Sant’Antonio Abate di Pontremoli per la visita ortopedica, in quanto, come ormai tristemente noto, dopo le ore 14 all’ospedale di Fivizzano, non si può più contare sulla presenza del medico ortopedico, neanche in reperibilità».
Gabriele Mazzoni rappresentante del Comitato in difesa del diritto alla salute in Lunigiana, invita pertanto chi non l'avesse ancora fatto «a recarsi oggi negli uffici anagrafe dei Comuni lunigianesi e firmare per poter indire il Referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015».
Per lo stesso infatti «questa legge che dobbiamo assolutamente fermare - dice Mazzoni - è un ulteriore passo avanti verso un pericoloso processo di privatizzazione della Sanità pubblica già attualmente in atto,che peggiorerà ulteriormente i servizi per i cittadini in particolar modo per quelli che vivono nei territori disagiati come il nostro».
Infine l'esponente del Comitato lunigianese afferma che con la nuova legge «quale peso avranno i bisogni sanitari e sociali dei cittadini che vivono nelle zone periferiche delle aree vaste? La legge 28 creerà una struttura gigante e pesantissima poco trasparente con bilanci milionari indecifrabili,burocratizzazione, ancora maggiore lontananza dai territori e dalle reali esigenze delle persone».
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