Il Tirreno

ROGO NELLA DITTA COSTA

Verso lo scontro diretto tra cittadini e operai

Verso lo scontro diretto tra cittadini e operai

AULLA. Si va verso lo scontro fra la comunità di Albiano Magra e i lavoratori della ditta Costa, per ora, fatto soltanto di visioni contrapposte, il solito annoso problema di fare conciliare rispetto...

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AULLA. Si va verso lo scontro fra la comunità di Albiano Magra e i lavoratori della ditta Costa, per ora, fatto soltanto di visioni contrapposte, il solito annoso problema di fare conciliare rispetto per l'ambiente e portare a casa uno stipendio. Infatti, se da una parte i cittadini di Albiano annunciano nuove manifestazioni, dopo quella molto partecipata di sabato scorso, per chiedere la chiusura della ditta Costa, manifestazioni che si svolgeranno dal 24 al 26 ottobre e che prenderanno la forma di sit-in, dalle ore 10, presso il monumento ai Caduti della più popolosa frazione aullese, dall'altra anche gli operai della ditta Costa hanno deciso che non resteranno a guardare.

Lo dice chiaramente Linda Donati della Rsa aziendale della ditta Costa: «Abbiamo intenzione di fare qualcosa per fare presente che esistiamo anche noi. Quindi, manifesteremo pubblicamente le nostre posizioni, anche se non abbiamo ancora deciso la data e le modalità della nostra protesta». Parole che fanno subito correre la mente al 14 ottobre 2009, quando gli operai della ditta Costa salirono sul tetto del municipio aullese per salvaguardare il loro posto di lavoro. Ma Linda Donati non si ferma qui e lancia alcune frecciatine, in particolare verso la comunità albianese e il mondo della politica: «Siamo molto seccati per le prese di posizione del vicinato, ma è del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad una campagna politica di chi non ci vuole più ad Albiano Magra. C'è chi muove questi cittadini, quelli che manifestano almeno, i quali, senza la ditta Costa ad Albiano Magra, tra l'altro, potrebbero vedere salire i prezzi delle case di cui sono proprietari». Parole destinate a fare rumore queste ultime, parole che fanno bene comprendere l'atmosfera di tensione crescente attorno all'annosa questione della ditta Costa, dove lavorano soltanto 35 persone, dalle consuete 50, dopo il rogo che ha reso inutilizzabile uno dei capannoni domenica 4 ottobre. Capannone che dovrebbe tornare alla piena funzionalità da lunedì prossimo, anche se il condizionale è d'obbligo, visto che mancherebbe ancora qualcosa in termini di impianto elettrico. «E poi – aggiunge Linda Donati – non è nemmeno detto che, a fronte delle riparazioni in corso, torneremo subito a lavorare a pieno regime. Infatti, dovremo attendere che la Provincia sblocchi tutto e dia all'azienda l'indispensabile nulla osta al riutilizzo del capannone invaso dalle fiamme. Nel frattempo, siamo oggetto di controlli continui, con l'Arpat e la Polizia municipale che erano qui anche ieri». Ed è ancora in vigore l'ordinanza del sindaco Silvia Magnani, che vieta il consumo di frutta e verdura proveniente dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dagli impianti della ditta Costa. Il tutto dopo il rogo del 4 ottobre.

Gianluca Uberti

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di Redazione web