Il Tirreno

«Gli investimenti di Gaia a carico della Regione»

«Gli investimenti di Gaia a carico della Regione»

Il Comune replica ai 5 Stelle e chiede che i costi per depurazione e acquedotti non vengano mesi in bolletta. Rutili: «No ad assunzioni di nuovi dirigenti»

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MASSA. Gaia dice: non siamo noi a stabilire le tariffe dell’acqua. Lo ripete a ogni protesta di cittadini alle prese con le maxi bollette. Il Movimento 5 Stelle prende atto e attacca: vero, la responsabilità delle tariffe e della cattiva gestione di Gaia è degli azionisti, cioè dell’assemblea dei sindaci dell’Ait. Che tollerano sprechi e inefficienze della gestione del sistema idrico della Toscana del nord.

Ora l’amministrazione comunale replica ai grillini, illustrando la posizione della giunta Volpi sulla questione acqua. A cominciare dalla difesa della proprietà pubblica di Gaia e dalla necessità che gli investimenti siano almeno in parte finanziati dalla Regione e non dagli utenti tramite bollette.

«Questa amministrazione – spiega l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili – è decisamente contraria, e lo ha già dichiarato nelle sedi istituzionali e societarie, ad ogni nuova assunzione di dirigenti in Gaia, ritenendo al contrario indispensabile un ulteriore efficientamento, già avviato dall'attuale direttore. Si è inoltre espressa per la riduzione dei costi del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori, deliberato fin dal 2013. Quanto agli investimenti, Rutili «ritiene importante che una parte degli investimenti necessari per il miglioramento delle reti, per le manutenzioni e per la depurazione siano finanziate, al di fuori della bolletta, con un intervento della Regione, nella piena consapevolezza però che una simile soluzione implicherebbe un aumento della tassazione regionale e si scontrerebbe con i vincoli del Patto di Stabilità. Trasferire una parte degli investimenti fuori dalla bolletta consentirebbe di restituire progressività al carico fiscale - condizione che la tariffa non garantisce - e dunque affermare un principio di equità sociale». Sul dei 50 litri di acqua a persona garantiti, invocato dai 5 Stelle, l’amministrazione ricorda che Gaia ha escluso dalla tariffazione i primi 30 metri cubi proprio per agevolare le fasce deboli. «Però – aggiunge – gli strumenti per garantire una maggiore equità sociale in relazione all'approvvigionamento idrico possono essere altri. In primo luogo il Fondo di solidarietà, destinato agli utenti che presentano maggiori fragilità sociali, e che è stato portato quest'anno a 600.000 euro. In secondo luogo sono fondamentali le agevolazioni legate al numero dei membri della famiglia. Gaia, forse perché unico gestore pubblico toscano, è l'unica società che applica simili agevolazioni, fino al 50%. Il cammino per rendere le bollette più sostenibili, conclude, «è ancora lungo ma noi siamo intenzionati a percorrerlo fino in fondo».

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