Gioco
Il porto di Carrara devastato da una pioggia di bombe
Per mesi e mesi il territorio apuano ha dovuto subire i bombardamenti Tra i tanti tragici episodi la strage di civili nel centro storico di Carrara
Massa Carrara. Navigli affondati, banchine triturate. Così si presenta Marina di Carrara dopo l’ennesimo bombardamento alleato.
Americani (soprattutto) ed inglesi risalendo la Penisola non ebbero pietà di niente. Né delle uomini ma soprattutto delle infrastrutture. Bombardarono strade, le poche autostrade esistenti in Italia (una era la Firenze-Mare), le ferrovie, qualsiasi genere di ponte, gli areoporti, le stazioni e i porti.
Si voleva in tutti i modi rendere difficile il movimento di truppe e merci (dal cibo alle munizione) all’interno di quella parte d’Italia controllata dai Tedeschi. Ed era quasi un sollievo quando cessava l’allarme perchè si era visto che le Fortezze Volanti avevano risparmiato le nostre zone per andare a bombardare la Pianura Padana. Dove gli obbiettivi andavano oltre le infrastrutture. Lì si bombardavano anche alle fabbriche.
Eppure i bombardamenti non furono così decisivi. La Germania arrivò al culmine dello sforzo industriale-bellico (costruzione di carri armati, cannoni, aerei, munizioni) proprio in quel 1944 quando non c’era notte che le città tedesche non venissero visitate da migliaia di bombardieri nemici, come i Lancaster britannici.
In Germania come in Italia, gli Alleati dominavano completa mente i cieli. Salò aveva ben pochi aerei, la Luftwaffe risparmiava i pochi caccia superstiti per poche sortite. Per di più li teneva nascosti in hangar bunker. E comunque non era facile usarli. gli Alleati bombardavano a ripetizione ogni parvenza di pista d’aviazione.
Carrara ricorda non solo la devastazione del porto ed il sabotaggio. Ma anche i bombardamenti di Avenza avvenuti il 12 ed il 22 maggio. Nel primo i morti raggiunsero il numero di 52 .
Altro episodio sanguinoso fu il bombardamento del centro di Carrara di via Groppini. Era il gennaio del 1945, gli americani volevano colpire il comando tedesco ma fecero una strage di civili. Sotto le bombe di quel giorno rimasero 65 persone, di cui 14 bambini., L’età? Fra i 2 mesi e di 10 anni.
Anche Massa ebbe soventi incursioni. La più ingente fu il bombardamento dell’8 febbraio del 1945 , quando le bombe americane colpirono il centro e piazza Aranci. Si salvò quasi per intero il Palazzo Ducale. Ridotti in macerie gli edifici intorno alla piazza, e la chiesa di San Sebastiano.
Fino all’ultimo giorno di guerra fu battuta a tappeto la Lunigiana. A partire da Aulla, praticamente rasa al suolo per proseguire con Villafranca e finire a Pontremoli.
Si voleva chiudere ai Tedeschi la doppia linea di comunicazione che attraversava la valle del Magra. Si trattava della statale della Cisa e della ferrovia Pontremolese.
Di fatto era un imbuto, l’unica via di fuga verso il Nord e la Germania per le truppe tedesche. E così vennero ripetutamente colpite anche dai blitz dei partigiani.
Sulla Lunigiana intervennero dal cielo anche gli aerei arrivati dal Brasile con la forza di spedizione che il paese latinoamericano mandò in Europa a combattere contro Tedeschi e Fascisti. Che poi Brasile e Argentina furono accogliente rifugi di nazisti (da Eichmann a Pribke) quello è un altro paio di maniche.
Alla fine, dopo tanto bombardare, fu l’eroismo dei fanti a permettere lo sfondamento della linea Gotica e la liberazione della provincia apuana. I bombardamenti portarono soprattutto morte e distruzione per la popolazione civile.
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