Toscana
Prove di catastrofe al liceo Fermi Soccorsi in cattedra
Terremoto simulato allo Scientifico, suona l’allarme i ragazzi si nascondono sotto i banchi e poi scappano
MASSA. Sono le 8 di mattina, suona per tre volte la campanella all’interno del liceo scientifico Fermi di Massa, il segnale di pericolo che indica un terremoto in corso e che dice ai ragazzi prima di mettersi al sicuro sotto ai banchi, e poi di uscire da scuola, non a casaccio, ma in maniera ordinata e senza panico; fuori dal liceo, come dentro alle classi, ci sono studenti e docenti feriti, per le strade i mezzi di soccorso arrivano a sirene spiegate, i volontari si fanno largo tra cattedre e sedie cercando i superstiti, alcuni vengono accompagnati fuori in barella, i vigili del fuoco lavorano tra finte macerie.
Sì, tutta finzione: una poderosa esercitazione di protezione civile, organizzata in occasione del trentesimo anniversario della fondazione della Fraternità di Misericordia “San Francesco” di Massa, dal reparto operativo di Protezione Civile di Massa Carrara. “Terremoto Massa 2015”: così hanno chiamato la messa in scena, avvenuta ieri mattina davanti al liceo scientifico di via Fermi, a cui hanno partecipato anche alcuni attori e comparse, per inscenare morti e feriti. C’erano anche i rappresentanti degli enti pubblici e le associazioni di volontariato che operano nel settore e l’obiettivo, come spiegano gli organizzatori, è stato quello di mettere in pratica e testare il piano comunale di protezione civile, nelle parti riguardanti gli eventi sismici; verificare ed uniformare l’operatività dei vari enti ed associazioni che operano nel settore e fare sistema con chi opera nel settore sanitario, perché «esercitarsi insieme, enti pubblici e associazioni di volontariato, è fondamentale per essere effettivamente operativi in caso di necessità», spiega la fondazione San Francesco.
L’esercitazione si è svolta nella zona compresa tra via Pascoli, via Fermi, via Beccaria, piazza De Gasperi: il liceo è stato completamente evacuato e simultaneamente alle operazioni di soccorso è stato installato un vero e proprio Pma (Presidio medico avanzato) per effettuare primi soccorsi e triage ai feriti, prima del trasferimento al pronto soccorso. La zona interessata dall’esercitazione è stata chiusa al traffico, la popolazione residente era stata informata sui tempi e le modalità, per ridurre al minimo il disagio e per evitare allarmismi. E per i più distratti ieri mattina sui lunotti di alcuni mezzi impegnati nei soccorsi per finta sono stati messi dei cartelli con la scritta “niente paura è un’esercitazione”. Nonostante questo qualcuno sui social ha chiesto informazioni perché non si sentiva tranquilllo.
Alla fine gli angeli dei soccorsi, sanitari, volontari, tecnici, vigili del fuoco, infermieri e uomini della protezione civile hanno superato a pieni voti le difficoltà messe in campo dall’esercitazione, perfettamente credibile e pertinente e i ragazzi hanno imparato molto: soprattutto quanto sia importante sapere come comportarsi in caso di calamità naturale per salvarsi la vita e salvarla agli altri.
Manuela D’Angelo
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