Il Tirreno

No alla Costa, Albiano in strada

No alla Costa, Albiano in strada

Domani alle 10 manifestazione popolare per chiedere la chiusura dell’azienda di trattamento rifiuti

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AULLA. Con la parola d'ordine “Ora basta”, domattina gli albianesi scenderano in strada contro la ditta Costa. Dalle 10 la strada provinciale di Buonviaggio sarà pacificamente invasa dai cittadini che vogliono la chiusura, possibilmente immediata, dell’azienda. Il corteo si snoderà dal monumento all'entrata del cimitero e non è escluso che possa spingersi fino ai cancelli della Costa.

A commentare l'iniziativa è l'ex consigliere comunale, Walter Moretti, da sempre sulle barricate contro la ditta Costa: «Si tratta soltanto del primo atto concreto, della prima grande manifestazione per uscire da una situazione ormai insostenibile qui ad Albiano Magra. Infatti, interromperemo le nostre iniziative soltanto quando avremo ottenuto l'unico risultato possibile: la chiusura della ditta Costa».

Una dichiarazione di guerra in piena regola e che probabilmente metterà la parola “fine” a ogni possibilità di convivenza fra la comunità di Albiano e la ditta guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa, che dà lavoro a circa 50 persone. Ora, però, a causa della inagibilità del capannone colpito dalle fiamme domenica 4 ottobre, sono 35 i lavoratori al loro posto dai circa 50 solitamente impiegati anche se patron Mauro Costa conta di potere tornare a pieno regime, quindi riportare il numero dei lavoratori a quello che era prima dell'incendio, lunedì 26 ottobre, data in cui è previsto il ritorno all'agibilità del capannone. A Mauro Costa avevamo anche chiesto un commento sull'ordinanza emessa dal sindaco di Aulla, Silvia Magnani, con cui si vieta il consumo di frutta e verdura proveniente dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dalla sua ditta: «Abbiamo fatto delle analisi autonomamente nei nostri terreni e non ci risulta nulla di preoccupante. I risultati, insomma, sono tutti negativi, non c'è contaminazione».

Evidentemente, però, i cittadini non si fidano più, tantomeno dei controlli effettuati dalla ditta di cui vogliono la chiusura, e hanno deciso di passare all'azione a seguito dell'emissione dell'ordinanza in questione. Ricordiamo che l’ordinanza in questione, a titolo precauzionale, è stata emessa martedì sulla base di una nota arrivata nella mattinata dello stesso giorno dal dipartimento di prevenzione dell’Asl n. 1 di Massa Carrara.

E proprio il ritardo con cui l'Asl ha diramato la nota ha spinto Silvia Magnani a chiedere spiegazioni all'Asl stessa. Infatti, il primo cittadino aullese ha chiesto «le motivazioni per cui è stata inviata da parte dell'Asl solo in data 12 ottobre, tramite Pec e con grave ritardo rispetto all'evento di domenica 4 ottobre, una comunicazione che prevedeva l'emissione di apposita ordinanza a tutela della salute pubblica e perché tale comunicazione non è stata anticipata né per le vie brevi né a mezzo fax, come normalmente accade, unitamente all'invio del documento originale, consentendomi di assumere immediatamente le decisioni conseguenti».

Gianluca Uberti

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