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Alluvione di Aulla 2011: a Barani e altri 11 contestato il danno erariale
Secondo la Procura della Corte dei Conti c'è stato un danno erariale di quasi due milioni di euro
AULLA. Nuova tegola su Lucio Barani e le altre 10 persone coinvolte nell’inchiesta sull’alluvione del 25 ottobre 2011: in seguito agli accertamenti disposti dalla Procura regionale della Corte dei Conti per la Toscana, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha segnalato un danno erariale di quasi due milioni, attribuibile alla condotta illecita di amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Aulla e della Provincia di Massa Carrara.
Secondo gli accertamenti, i vari amministratori alternatisi nel tempo, avrebbero autorizzato la realizzazione di opere urbanistiche in un contesto caratterizzato da una palese pericolosità idraulica, senza assumere le necessarie cautele.
Sono così state deferite 11 persone, tra cui appunto il senatore Barani per il periodo in cui era sindaco di Aulla, a giudizio per disastro e omicidio colposo plurimo per l’esondazione del 2011: nell’inchiesta permessi per la costruzione di case e scuole nell’alveo del fiume Magra.
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Barani è stato rinviato a giudizio per disastro e omicidio colposo plurimo per l’alluvione di Aulla dell’ottobre 2011, nel quale persero la vita due persone. Secondo l’accusa approvò provvedimenti urbanistici con “negligenza e imprudenza” ed eludendo le “norme in materia urbanistica”. Barani è stato sindaco di Aulla per il Psi per 14 anni, dal 1990 al 2004; proprio il periodo finito sotto la lente della Procura per una serie di permessi per la costruzione di case, scuole, edifici, palazzi nell’alveo del fiume Magra: un’area, prima soggetta alle misure di salvaguardia, e poi dichiarata a “rischio idraulico molto elevato” con delibere dell’Autorità di Bacino e dei consigli regionali di Toscana e Liguria.
Il processo è iniziato lo scorso giugno e con Barani sono a giudizio altri 10, tra dirigenti e amministratori locali, accusati a vario titolo di omicidio e disastro colposo.
Tra questi il successore del senatore craxiano, l’ex sindaco Roberto Simoncini (a capo di una coalizione di centrosinistra e poi sfiduciato), sindaco nel periodo dell’alluvione, accusato di non aver dato l’allarme “malgrado gli avvisi meteo di criticità elevata”.
Poi Stefano Michela, ex dirigente alla difesa del suolo della Provincia di Massa Carrara, successivamente trasferito alla Protezione civile, indagato anche per l’alluvione di Carrara del 5 novembre scorso. L’ingegnere dovrà rispondere di disastro colposo (oltre alle già citate costruzioni nell’alveo del fiume) per il mancato collaudo della cassa di espansione di Chiesaccia (Villafranca) realizzata per conto della Provincia sotto il suo coordinamento.
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