Il Tirreno

Stabilimenti, ampliamenti e nuovi locali

di Chiara Sillicani
Stabilimenti, ampliamenti e nuovi locali

Il regolamento consente cucine più grandi e spazi per il primo soccorso. Martini: strumento necessario per ammodernarci

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MASSA. La medaglia ha sempre due facce. Così i 5 Stelle leggono il regolamento urbanistico e contestano gli ampliamenti concessi agli stabilimenti balneari. I concessionari - ecco l’altra faccia - ritengono, invece, che quei «piccoli» ampliamenti siano la indispensabile, e a lungo prorogata, boccata d’ossigeno. Lo strumento per reggere con competitività il mercato turistico, in attesa - spiegano - di un piano particolareggiato dell’arenile che definisca un quadro normativo di dettaglio. Strumento, il regolamento, che consentirà - oltre ad alcuni aspetti di dettaglio - di ampliare le cucine, realizzare locali per il primo soccorso, ammodernare le casette di guardianaggio e di abbandonare la distinzione in fasce dell’arenile, ciascuna con specifica destinazione.

A delineare le principali previsioni del regolamento è Luca Martini, titolare del bagno Henderson, presidente della Compagnia del mare, architetto. Prima di qualsiasi nota tecnica, si affida ad una premessa: «L’attuale piano dell’arenile ha 40 anni, troppo datato per stare al passo con i tempi. Le previsioni del regolamento - ci tiene a sottolineare - non sono risolutive, ma rappresentano una prima e importante risposta». Vale a dire: il nostro obbiettivo rimane il piano particolareggiato, ma il regolamento già ci consente di lavorare con maggiore agilità. Ridisegnando spazi e destinazioni. La prima risposta arriva sul fronte cucina: nulla a che vedere con sugo di pesce e insalatone. In ballo c’è l’ampliamento dei locali destinati ai fornelli che - stando alle previsioni del regolamento - si conquisteranno 9 metri quadrati in più. Attualmente la cucina - spiega Martini - è prevista all’interno della casetta di guardianaggio, purchè non sottragga superficie alle altre aree obbligatorie, quali il bar e la direzione. Così parecchi balneari la stufa l’hanno piazzata in quelli che avrebbero dovuto essere magazzini. E la gestione - parola di balneare- diventa alquanto complessa: «Basti pensare - Martini esemplifica - ai vari frigoriferi previsti dalle norme igienico sanitarie. Che adesso avranno 9 metri quadri a disposizione».

Non solo cucina: il regolamento concede un ulteriore ampliamento di 9 metri quadrati per la realizzazione di un locale di primo soccorso. Pavimento e pareti lavabili, la stanza deve essere dotata anche di lavandino per prestare le prime cure a chi si ferisce o sta male. Il locale è previsto - spiega Martini - dalle prescrizioni della Capitaneria, ma non dal piano dell’arenile in vigore. Risultato: soluzioni improvvisate in cabine e uffici di direzione e rischio di multa in caso di controllo.

Il regolamento mette mano pure alle casine e consente di realizzare al primo piano «locali adibiti ad alloggio stagionale del custode o del gestore». Insomma, dove adesso era consentito solo un grande magazzino, potranno essere realizzate stanze. Ad esclusivo uso di chi dorme nello stabilimento per controllare che tutta va per il meglio. E solo in estate. Il regolamento dà anche una mano a chi è alle prese con l’erosione: l’arenile, infatti, è diviso in fasce, ciascuna con specifica destinazione. Il verde, le attività sportive, il parcheggio. Il nuovo strumento consente, dove il mare si è portato via sabbia, di “derogare” accorpando alcune fasce (es: attività sportive e verde). E - altra novità - chi realizza un nuovo stabilimento può - nel rispetto delle volumetrie autorizzate - realizzare più corpi di fabbrica anzichè un’unica casetta. Lo strumento urbanistico non mette invece mano alle piscine: nessuna vasca, fin quando non sarà definito il piano. Nè alcuna indicazione sulla possibilità - richiesta dai balneari - di incrementare il numero della cabine, in proporzione al fronte mare. Dà però qualche prescrizione in materia di decoro: a fine stagione chi delimita lo stabilimento lo faccia nel rispetto dell’estetica. Addio, quindi, alle brutture autunnali.

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