Il Tirreno

Non c’è dolo Ok le analisi sull’aria

Non c’è dolo Ok le analisi sull’aria

C’è un video che mostra l’avvio dell’incendio tra le bombolette

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AULLA. Una buona notizia per i cittadini di Albiano Magra è giunta nel pomeriggio di ieri, rilanciata dalla pagina facebook di Silvia Magnani.

Infatti, al sindaco di Aulla è arrivata la relazione dell'Asl n. 1 di Massa Carrara a seguito del sopralluogo effettuato domenica sera presso la ditta Costa, dalla quale si evince che "gli abitanti della zona non devono essere sottoposti a particolari restrizioni e che le abitazioni possono e devono essere arieggiate come di norma. Lo stesso dicasi per la qualità dell'acqua potabile...".

Quindi, si può uscire di casa, aprire regolarmente porte e finestre e utilizzare regolarmente l'acqua potabile. Ma da che cosa è stato provocato il rogo che ha seminato il panico ad Albiano Magra domenica sera, con l'odore che si è inerpicato fino a Caprigliola? Da un fenomeno di autocombustione.

A dirlo è Mauro Costa sulla base di quanto sarebbe stato accertato dai Carabinieri. Infatti, alle ore 19,05 di domenica si sarebbe accesa una fiammella all'interno del capannone colpito dall'incendio, dove è attivo un impianto di videosorveglianza, fiammella, a quanto pare, originata da una bomboletta spray di profumo o di lacca.

Una notizia che se lascia da parte l'ipotesi dolosa, la più inquietante e aperta a ogni tipo di interpretazione, però non rassicura fino in fondo, visto che nulla impedisce che possa verificarsi nuovamente. Nel frattempo, anche Giacomo Giannarelli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente in commissione ambiente, commenta l’incendio: «La nostra solidarietà a Mauro Costa e famiglia per quanto accaduto al loro capannone stanotte. Sarà la magistratura a dirci se si tratta di incendio doloso o incidente. Il problema è, però, serio, considerato il tentativo di estorsione di matrice mafiosa denunciato in passato da Mauro Costa. La mafia sta forse rialzando la testa in Toscana sul ciclo dei rifiuti? Nella Provincia di Massa Carrara quanto successo alla Costa Mauro ripresenta, infatti, quanto accaduto all’impianto di bricchettaggio di ErreErre nel 2011. I responsabili non sono stati ancora accertati e puniti. Ci auguriamo che per questo evento le indagini diano, in tempi brevi, esiti più rassicuranti. In ogni caso sono troppi gli incendi di dubbia matrice alle aziende toscane e, per quanto compete alla Regione Toscana, rafforzeremo la nostra azione affinché venga reso operativo al più presto l’Osservatorio Antimafia».

Infatti, va ricordato che, nel 2007, c’era stato un incendio di accertata matrice dolosa alla "Costa Mauro", che aveva provocato danni consistenti. E negli scorsi anni c’erano stati anche tentativi di estrorsione ai danni di Costa, che aveva denunciato chi gli chiedeva il “pizzo”.(G. U.)

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