Gioco
«Non rinunciamo ad un nostro gioiello»
MASSA. «Non chiudete la villa, finirà in un dimenticatoio»: centinaia le firme raccolte dalla Proloco Marina di Massa per salvare villa Cuturi dalla vendita, adesso l’impegno dell’associazione va...
MASSA. «Non chiudete la villa, finirà in un dimenticatoio»: centinaia le firme raccolte dalla Proloco Marina di Massa per salvare villa Cuturi dalla vendita, adesso l’impegno dell’associazione va avanti per evitare la chiusura della struttura.
Una rincorsa durata poco più di un mese tra negozi, bancarelle e passaparola (tanti passaparola) e il risultato sono le seicento firme raccolte, seicento nomi tra residenti, turisti oppure semplici curiosi rimasti incantati della storica villa sul mare, da oggi in vendita al miglior offerente.
«Sono semplicemente firme di sensibilizzazione - precisa la presidente della Proloco Barbara Lippi - rivolte sì ai consiglieri provinciali e al presidente della Provincia per scongiurare la vendita, ma soprattutto rivolte ai cittadini e tutti coloro che ancora non conoscono questa stupenda struttura. Dovevano firmare più persone? Questo non lo so, so soltanto che vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno speso il proprio tempo per una causa che non li riguardava personalmente. Tutto è nato con una pagina Facebook e si è allargato grazie alla raccolta di moduli e una petizione online sulla pagina Change.org. La nostra mobilitazione non si ferma, cambia semplicemente, faremo il possibile per individuare soluzioni al possibile rischio chiusura».
D’altra parte il ragionamento è semplice, chiudere villa Cuturi significa chiudere una villa storica, pubblica, gratuita, luogo di incontri, esposizioni d’arte e manifestazioni a servizio della città dal 1949, quando la struttura venne venduta per sette milioni di lire all’allora Azienda autonoma di soggiorno e turismo, poi Apt e infine alla Provincia.
«Non stiamo parlando di una stanza - continua Barbara Lippi - ma di una vetrina per la nostra costa, di uno spazio a servizio dei cittadini, di una parte della nostra storia. Tolto questo luogo cosa rimarrà per conoscere e vivere Marina di Massa»? Insomma continuare a vivere, oppure fare la fine di tante altre strutture messe in vendita: chiuse, sfitte, invecchiate e imbruttite dagli anni, in attesa di una nuova vita e lentamente dimenticate.
(a.p.)
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