Il Tirreno

IL COMITATO DEI CITTADINI “NO VARIANTE”

«Campus scolastico al posto del vecchio ospedale»

di Melania Carnevali
«Campus scolastico al posto del vecchio ospedale»

MASSA. No alla costruzione di case al posto del vecchio ospedale, sì alla creazione di una campus scolastico. Il comitato “No variante vecchio ospedale” rilancia la sua petizione, nata a maggio...

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MASSA. No alla costruzione di case al posto del vecchio ospedale, sì alla creazione di una campus scolastico. Il comitato “No variante vecchio ospedale” rilancia la sua petizione, nata a maggio scorso, all'indomani della presentazione in consiglio comunale del progetto riguardante proprio l'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo: quello di abbatterlo e, al suo posto, realizzare case, uffici e negozi. Nel ricordare l'appello, il comitato rimprovera la Lega Nord, che settimana scorsa ha proposto un progetto identico, senza aderire però alla petizione.

«Durante la conferenza stampa di presentazione della proposta – spiega Annalisa Marchiori, portavoce del comitato – abbiamo fatto pubblico appello a tutte le forze politiche affinché palesassero la loro posizione in merito al progetto di variante e, nel caso fossero stati favorevoli alla nostra proposta, ci sostenessero in questa battaglia». L'unica forza politica a sostenere la petizione fu allora il Movimento Cinque Stelle. «Precisiamo che – continua - in quanto titolari della petizione per la conversione in polo scolastico dell'ospedale e dunque legittimati dal diritto d'autore, invitiamo ancora una volta tutte le forze politiche che abbiano come noi questa proposta da avanzare a confluire nel comitato al fine di non disperdere forze sul territorio costituendo cloni di quanto già esiste e da noi rappresentato. Il comitato non ha colore né bandiera politica dunque consideriamo questa una battaglia sociale finalizzata al bene della comunità e non strumentale alla politica».

Il progetto della variante, dicevamo, prevede l'abbattimento dell'immobile (si parla del monoblocco relativamente più recente) a esclusione della parte storica vincolata. Al suo posto verrà costruito un nuovo immobile di 12.000 mila metri quadrati a uso residenziale (circa 120 appartamenti) e i restanti 8.000 per direzionale, commerciale, servizi e «attrezzature di interesse generale» (così si legge nella presentazione power point del progetto stesso). Il comitato è critico su tutto il progetto, sia sull'idea di abbattere e ricostruire l'immobile, sia sull'uso che se ne vuole fare. Questo«costituirà un onere considerevole – dicono –sia in termini di abbattimento che di smaltimento, trattandosi di rifiuti speciali. Oneri che ricadranno sicuramente in un secondo momento sulla popolazione sotto forma di tasse» e inoltre «considerando il crollo del mercato immobiliare degli scorsi anni, Massa ha un considerevole numero di appartamenti sfitti o invenduti, e risulta quindi ingiustificata la realizzazione di altri 120 appartamenti». Da qui è nata la petizione che verrà poi consegnata al primo cittadino, Alessandro Volpi. L'anima della richiesta è quella di non abbattere l'immobile e usarlo come polo scolastico sul modello dei campus americani o britannici, per portarci appunto tutti gli istituti del territorio, che peraltro non vivono certo di buona salute (il 80% degli edifici scolastici della Provincia, stando a quanto dichiarato lo scorso anno dallo stesso presidente dell'ente, Narciso Buffoni, non rispettano nemmeno la normativa antisismica, ndr). Inoltre chiedono che l'immobile resti pubblico e venga creato lì un polo culturale con laboratori artigianali destinati ai giovani«con un asse con l'imprenditoria locale che parteciperebbe all'investimento per la realizzazione». E ancora: che la biblioteca comunale venga trasferita lì; che venga realizzato un piccolo teatro sperimentale e laboratorio cinematografico; che venga realizzato uno spazio per il co-working al fine dello sviluppo di app o progetti innovativi di hi-tech «magari in collegamento con gli atenei universitari toscani»; che l'area verde venga attrezzata con attrezzature sportive per le attività extrascolastica. Insomma tante belle idee, che finiranno sulla scrivania del sindaco per essere accolte o rifiutate.

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