La protesta
Argine Quartiere Gobetti contro alluvioni e paure
Affollato l’incontro tra cittadini, autorità e tecnici per illustrare il progetto Opera di 400 metri di lunghezza e 4,5 di altezza lungo la riva destra dell’Aulella
AULLA. Dopo tre alluvioni nel giro di pochi anni, è più che comprensibile avere paura. Paura per sé e per i propri cari, per le proprie cose, per la propria casa.
La paura, infatti, è il sentimento più forte che è emerso nella sede dell'associazione di Pesca Surrogatese, durante l'incontro pubblico convocato dall'amministrazione comunale aullese per illustrare il progetto di messa in sicurezza di quartiere Gobetti, che consisterà in un argine di terra rivestita di argilla e massi, di 400 metri di lunghezza sulla riva destra del torrente Aulella e la cui altezza potrà arrivare fino a 4 metri e mezzo.
Però, non è mancata neppure la determinazione nel richiedere, in attesa che l'argine venga realizzato, interventi nei letti del torrente Aulella e dei canali Dorbola e Pescigola, dove la gente di Surrogati ritiene vi siano troppa ghiaia e troppa vegetazione, interventi la cui competenza ricade sull'Unione di Comuni montana della Lunigiana e sul Consorzio di bonifica. Dove, come nel torrente Aulella, c'è un grosso quantitativo di detriti lasciati da precedenti lavori: una sgradita eredità che è stata ricordata duante l’incontro in una sala davvero affollata.
A introdurre la serata è stato il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, che ha ricostruito l'iter che ha condotto all'attuale progetto di messa in sicurezza, un progetto unitario mentre con la precedente amministrazione comunale era diviso in due tranche, un progetto da 2 milioni e 300mila euro di provenienza regionale, il cui argine sarà in grado di resistere a piene con tempi di ritorno duecentennali. Il sindaco di Aulla ha anche rivelato che sul vecchio progetto sarebbe stato aperto un fascicolo in Procura. La parola è, quindi, passata al dirigente comunale preposto, l'architetto Valentina Gatti, che ha sottolineato come il nuovo progetto sia inserito nel decreto “Sblocca Italia” del Governo nazionale, quindi godrà di tempi più veloci per la gara d'appalto: «Il progetto precedente non avrebbe fatto stare tranquillo nessuno, invece ora siamo assolutamente soddisfatti dei livelli di sicurezza raggiunti».
Anche se, come ha ammesso la stessa Gatti, esiste ancora un margine di rischio residuo inerente il Pescigola, per mettere totalmente in sicurezza il quale servirebbero ulteriori risorse: infatti, il Dorbola sarà messo completamente in sicurezza, mentre per il Pescigola saranno due porte cosiddette “vinciane” a regolare il flusso dell'acqua in caso di piena.
Rimane il fatto che le porte “vinciane”, come hanno affermato i progettisti della società “Ambiente” di Massa Carrara, Andrea Benvenuti e Andrea Lucioni, risolvono il 95% dei problemi.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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