Gioco
Nca, i sindacati si risiedono al tavolo
Appuntamento il 13 ottobre presso la sede di Assindustria: se c’è una crisi la proprietà deve dirlo
CARRARA. Dopo la rottura delle trattative in occasione dell’ultimo tavolo romano e la conferma delle 40 mobilità, i sindacati tornano al tavolo con l’azienda per riprendere il confronto sul futuro dei Nuovi cantieri apuania. «Se c’è una crisi la proprietà lo dica, noi siamo pronti a chiedere gli ammortizzatori» dicono da Cgil, Cisl e Uil. L’appuntamento è fissato per il 13 ottobre presso la sede di Assindustria e dopo quanto accaduto a Roma in occasione dell’ultimo incontro al Ministero dello Sviluppo, non si preannuncia come una passeggiata: la notizia positiva è che, quanto meno, si torna a trattare. Il nulla osta alla ripresa del confronto sul futuro di Nca è arrivato nei giorni scorsi dall’assemblea dei lavoratori, davanti alla quale è stato confermato quello che l’azienda aveva già annunciato a Roma, ovvero l’ipotesi dell’apertura di una procedura di mobilità per 40 dipendenti “per motivi professionali”. Dopo aver abbandonato il tavolo al Ministero, facendo saltare la trattativa, Cgil e Fiom si dicono ora pronte a riprender e il dialogo: «A patto che si ragioni per 105 dipendenti, come dice l’accordo di programma» spiega Paolo Gozzani, segretario della Camera del Lavoro di Massa-Carrara, sottolineando che i 40 lavoratori individuati per gli esuberi, «sono sempre gli stessi, quelli che hanno avuto la cassa integrazione a zero ore e che poi sono stati confinati prima in sala mensa e ora in un capannone isolato…questa è discriminazione» attacca il numero uno della Cgil che pure ha accettato l’invito al tavolo. Alla riunione presso la sede dell’Associazione industriali parteciperanno anche Cisl e Uil, con le rispettive categorie, più “morbide” nei toni ma d’accordo con i contenuti delle dichiarazioni di Gozzani: «Si era creato un muro contro muro che non era più sostenibile. Se ci sono problemi, siamo pronti ad affrontarli e ad attivare gli strumenti del caso, ma l’azienda deve essere chiara» ha dichiarato Michele Folloni, di Fim Cisl. D’accordo anche Giancarlo Leorin, di Uilm Uil: «Parlare di “esuberi professionali” non ha senso visto che si tratta di lavoratori che non sono mai stati formati». A fronte della mobilità per 40 dipendenti, dunque, i sindacati di categoria auspicano l’apertura di una fase di crisi, con l’attivazione della cassa integrazione, nella speranza che superate le difficoltà, Nca riesca finalmente a garantire piena occupazione a tutti i suoi 105 dipendenti. (c.ch.)
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