Gioco
Maxi condanne per la cocaina nascosta nella bentonite
Carrara, condanne per ventotto anni di carcere per il maxi traffico internazionale di cocaina dal Perù
LIVORNO. Condanne per ventotto anni di carcere per il maxi traffico internazionale di cocaina dal Perù.
A distanza di oltre sette anni dal sequestro di oltre mille chili di droga travestita da bentonite sodica da parte dei Ros di Livorno, ieri il Tribunale di Livorno ha condannato a 12 anni di reclusione Giancarlo Tonelli, 60 anni, nato a Carrara ma residente a La Spezia, per aver inviato un messaggio di posta elettronica con l’ordinativo della droga; a 9 anni Antonio Dal Cielo, residente a Sarzana, per aver preso contatti con i peruviani e a 7 anni Enrico Gazzo, 48 anni, carrarino di adozione, perché allora gestore della Vitrotecnica Engineering sas, ditta dalla quale è partita, via mail, la richiesta di droga da parte di Tonelli.
«Faremo appello - spiega l’avvocato difensore Giovanna Barsotti pochi minuti dopo la lettura del dispositivo - è una decisione che non soddisfa né la difesa né tantomeno l’intelligenza. Il motivo? Perché non ci sono e nel processo non sono emerse le prove che invece sostiene il pubblico ministero. Non a caso - va avanti - rispetto al reato le condanne sono relativamente basse, una scelta che riprende l’adagio poca prova poca pena».
Il collegio presieduto dal giudice Angelo Perrone, ha fissato in trenta giorni il termine per depositare le motivazioni della sentenza.
Un documento interessante per molti motivi. Soprattutto perché questa inchiesta è di fatto la madre delle indagini che hanno portato alla scoperta e agli arresti a Roma per il ricatto all’allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Ai responsabili dell’estorsione gli investigatori del Ros, sono arrivati attraverso i contatti che aveva Antonio Dal Cielo. A cominciare dal sequestro della droga avvenuto il 2 maggio del 2008 al terminal marittimo di Callao in Perù dove la merce avrebbe dovuto essere caricata a bordo della nave “Csav Maresis” in partenza il giorno successivo con destinazione porto di Livorno. Il 29 maggio giorno dell’arrivo il carico avrebbe dovuto raggiungere la sua destinazione finale: la sede della società di Gazzo, a Marina di Carrara.
Per eludere i controlli lo stupefacente era stato mescolato a bentonite sodica (un materiale argilloso che serve per l’impermeabilizzazione di scavi e gallerie) e nascosto in 219 sacchi. L’antidroga peruviana su segnalazione della polizia olandese fece il blitz sulla nave e scopri l’ingente quantitativo di cocaina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
