Italia
Carrara, la stessa mano dietro gli incendi al Tuscania
Si riaprono le indagini anche per l’episodio del marzo scorso, le carte in Procura
CARRARA. L’ombra del racket, e del pizzo, dietro ai due incendi al centro Tuscania.
È questa una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti che hanno immediatamente avviato le indagini dopo il fuoco che, in sette minuti, all’una e 40 di martedì ha distrutto un negozio di animali, Fido Discount, gli uffici della Aroma Caffè e della azienda di marmo Bundless, la sede e il magazzino di Apuafarma.
La polizia scientifica si sta occupando di tutti i rilievi e un ruolo fondamentale sarà quello delle telecamere, sia quelle su uno dei lati del supermercato Esselunga, che quelle dell’ingrosso Copac che si trova a oochi metri dal capannone distrutto dal rogo.
L’ombra del racket e del pizzo dietro i due incendi. Due roghi. A sei mesi di distanza. Fiamme che hanno portato la devastazione. Nel marzo scorso sono partire da un mini market di cinesi (ancora distrutto) e hanno provocato dnani ingentissimi a negozi limitrofi e uffici.
L’altra notte il fuoco è partito dalla colonna centrale del Fido Discount, un ingrosso per animali che ha aperto i battenti il 134 agosto scorso, raggioungendo, con la forza distruttiva delle fiamme altri uffici, parte della sede di Apuafarma e compromettendo per sempre le scorte di medicinali contenute all’interno (per un valore di mezzo milione di euro).
Due incendi che sono stati al centro di una interrogazione urgente che la senatrice Sara Paglini del Movimento Cinque Stelle ha presentato al Ministro di Grazia e Giustizia e che adesso sono stati collegati anche nelle indagini avviate per l’ultimo rogo, quello che ha semidistrutto il capannone di Fido discount e il quartier generale di Apuafarma.
Fra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è un aspetto particolare, legato alla malavita organizzata, quello del pizzo.
Questo finirà nelle carte che proprio oggi verranno consegnate al procuratore capo Aldo Giubilaro.
Sequestrato l’hard disk delle telecamere. Hanno da subito avuto un ruolo fondamentale nell’avvio delle indagini.
La polizia scientifica ha immediatamente sequestrato l’hard disk in cui sono finite le riprese della notte fra lunedì a martedì. Per capire, proprio grazie alle immagini, quello che è successo in quei sette minuti fra l’allarme scattato alla polizia privata e la distruzione completa, ad opera delle fiame di buona parte del capannone di Fido discount e Apuafarma.
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