Il Tirreno

Il caso

Massa, picchia moglie e carabinieri

Arrestato giovane operaio, stravolto dalla rabbia

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MASSA. Non era la solita lite e la moglie e il figlio lo hanno capito subito: lui, il capofamiglia, un operaio quarantenne, lunedì pomeriggio era stravolto dalla rabbia e per la prima volta non si è limitato a insultarli, ma ha alzato le mani contro la donna. Due schiaffi pesanti, due schiaffi che hanno terrorizzato chi li ha ricevuti e chi ha assistito alla scena, senza poter impedire quella violenza. Così mamma e figlio, un adolescente, sono letteralmente scappati da casa. Rifugiandosi in galleria Da Vinci.

Ma non potevano farla passare liscia all’operaio, perché la sua rabbia stava creando tanti problemi da tempo ormai., E così hanno chiamato i carabinieri spiegando quello che stava accadendo. Mentre la moglie parlava col centralinista il militare ha sentito il quarantenne che la minacciava pesantemente e così è stato deciso di mandare due pattuglie per appurare cosa stava accadendo. Ma la vista delle divise invece di calmare il metalmeccanico ha sortito l’effetto di un indumento rosso sventolato davanti agli occhi di un toro. E l’uomo dopo aver picchiato la sua compagna si è avventato contro la pattuglia, alzando mani e piedi contro i militari che gli avevano semplicemente chiesto che cosa stava accadendo. Uno di loro ha rimediato un calcione a uno stinco che gli ha provocato una contusione che poi all’ospedale hanno giudicato guaribile in meno di una settimana. È andata meglio al collega che se l’è cavata con qualche graffio.

Ma far ragionare quell’emergumeno, è alto quasi un mentro e novanta e di corporatura massiccia, c’è voluto tutto il loro mestiere. Alla fine hanno dovuto ammanettarlo e portarlo in caserma per farlo calmare, ma non solo perché il suo comportamento gli ha causato la contestazione dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Quindi l’operaio è stato arrestato e ha passato la notte in camera di sicurezza. Adesso dovrà presentarsi davanti al giudice per la convalida e la direttissima. Non solo: è scattata anche la denuncia - a piede libero - per maltrattamenti in famiglia. Qui toccherà alla procura chiedere dei provvedimenti - se lo riterrà opportuno - per fare in modo che non possa causare degli altri problemi alla moglie e al figlio. Il quarantenne si è pentito per quello che ha fatto, ma è troppo tardi e non si può tornare indietro.

I vicini da un po’ di tempo sentivano urla da quella casa dove vivono i due coniugi e il loro ragazzo. E un barboncino che passeggiava sempre con il suo padrone.

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