Toscana
Ici non pagata dal 2007: 9.000 cartelle in arrivo ai massesi
Massa, in 3.000 rischiano anche il pignoramento. E qualcuno denuncia errori
MASSA. Alcuni sono avvisi, alcuni accertamenti, alcuni - e qui le note si fanno dolenti - sono ruoli. In ogni caso se qualcuno negli anni scorsi non ha pagato l’Ici (l’imposta comunale sugli immobili) o non l’ha pagata completamente, si prepari a mettersi le mani in tasca. Il Comune ha ingaggiato la lotta anti furbetto, passato al setaccio dati e versamenti e beccato parecchi cittadini che si “sono dimenticati” di compilare il modello F24. Sono oltre 9.000 (9.157 per l’esattezza) i contribuenti che dovranno aprire il portafoglio per evitare sanzioni o - nei casi peggiori - pignoramenti.
Gli accertamenti. Se tu non paghi un tributo e l’ente a cui avresti dovuto versarlo, ti coglie in castagna, parte una procedura. Prima di aver a che fare con rischi grossi, ti viene inviato un avviso, “una tirata d’orecchie” per ricordarti che devi metterti in regola. Hai 60 giorni di tempo per farlo o, se ritieni che la richiesta sia infondata, per rivolgerti alla commissione tributaria. Di avvisi di questo tipo, nei giorni scorsi, il Comune ne ha inviati quasi 6.300 e tutti relativi all’anno 2010-2011. Nel diritto tributario, infatti, la prescrizione è di 5 anni e se la procedura per i tributi relativi al 2010 non parte ora, Palazzo civico i soldi in cassa non li mette più. Da via Porta Fabbrica, quindi, sono stati spediti 228 avvisi a carico proprietari di terreni edificabili (per una somma stimata di 240.000 euro) e 6.050 a carico di proprietari di fabbricati (per una cifra complessiva di quasi 1,3 milioni).
Contribuenti inferociti. E tra quelli che si sono già visti recapitare l’avviso, qualcuno è inferocito. La questione è tecnica: la somma dell’Ici (ora Imu) da versare viene calcolata in base alla zona in cui si trova l’immobile. Ma per ogni zona, una delibera del 2009 individua un valore minimo e un valore massimo a metro quadro. Così qualcuno spiega che l’Ici nel 2010 e nel 2011 l’ha versata eccome e contesta il fatto che adesso il Comune gli chieda di pagarla retroattivamente applicando il valore massimo a metro quadro. Palazzo civico, da parte sua, assicura di aver fatto attente valutazioni: posizione del fabbricato o del terreno, indice di saturazione (leggi: quanto è possibile costruire). Insomma, il Comune garantisce di chiedere in base all’effettivo valore dell’immobile. Con il risultato che qualcuno ha già bussato alla porta della commissione tributaria nella speranza di non dover rimettere mano al portafoglio.
Ma accanto agli avvisi di chi può ancora mettersi a regola, ci sono i ben più pesanti ruolo. Quando arriva Equitalia. Se trovi un avviso nella cassetta della posta perché non hai pagato o hai pagato meno del dovuto, hai 60 giorni per andare alle poste. Se non lo fai, la procedura attivata fa il suo corso, diventi un debitore dell’ente a cui dovevi il tributo e quel debito va a ruolo, affidato ad Equitalia. Il che significa che scattano le procedure coattive, fino al pignoramento. Di cartelle Ici, con ben impresso il nome di Equitalia, ne sono partite 2.879 a residenti e a non residenti, proprietari di seconde case, per una cifra complessiva di oltre 1,7 milioni. Quei contribuenti l’avviso l’hanno già avuto nel 2013 per l’Ici non pagata nel 2007-2008-2009, ma il portafoglio non l’ hanno aperto. E adesso sono alle prese con Equitalia. Insomma, la rete dei controlli ha le maglie strette: difficile scappare. Del resto, in ballo ci sono 3,2 milioni non versati. Davvero non spiccioli per il Comune.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
