Sicurezza
Cgil: chi ha fatto chiudere la “Croce” ora deve pagare
Duro intervento del sindacato: hanno fatto una gabola per bypassare i creditori e caricare di debiti la società
CARRARA. Ancora bufera sulla chiusura Croce Verde.
«Lo "scandalo Croce Verde" è esploso mettendo a nudo un nuovo ed ulteriore esempio di mala gestione nella nostra sfortunata provincia»: lo scrivono in una nota Silvano Leoni , segretario Cgil Fo e Alessio Menconi, referente della zona di costa. «Si sono succeduti presidenti e consigli di amministrazione ma nulla è cambiato negli anni: il debito ha continuato a crescere, sempre così come apparso sulle cronache locali - scrivono - L'Anpas regionale, a cui aderiva la cx Croce Verde, non sapeva? Non aveva poteri di intervento? L'amministrazione comunale non sapeva? Non vedeva? Alla fine, inevitabile, la chiusura. Nel frattempo, il colpo di genio: alcuni ex amministratori della Associazione decidono di dar vita ad una nuova "Croce Verde Italiana" che si accaparra l'unico ramo produttivo della ex associazione: la gestione dei funerali. Ed è risibile sentir dire che lo si è fatto per evitare che i debiti "mangiassero" parte del capitale: più che una motivazione ci pare una "gabola" per by passare i creditori! Di fatto la nuova incamererà i profitti la vecchia i debiti ». «Qui - continua la nota della Cgil - il business è ancora assicurato: i cittadini che pensavano di rivolgersi alla Croce Verde storica, venivano dirottati a quanto ci risulta direttamente dal centralino automatico verso la "nuova" che effettua il servizio, incamera il compenso e divide l'utile tra i soci (la vecchia Croce Verde, sempre minoritaria nella compagine societaria, ha ridotto la sua presenza societaria al 10%!) Complimenti! La new company si prende la fetta di mercato fruttuosa, la bad company si tiene i debiti. Croce Verde Anpas deve chiudere, i debiti verso lo stato (verso tutti noi cittadini) presumibilmente non verranno onorati, la collettività se ne dovrà far carico (ancora una volta); e poi ci sono anche i debiti verso privati, forse non contano? In mezzo a tutto questa gestione fallimentare, le lavoratrici e lavoratori e i volontari che per anni con sacrifici personali hanno tirato la carretta per mantenere in vita l'associazione e garantire servizi alla cittadinanza». «La Cgil - prosegue la nota - pur non avendo avuto iscritti in tutti questi anni (ora un solo lavoratore si è rivolto a noi), assume tutta la gravità della situazione e, assieme alle altre sigle sindacali, sarà di supporto per il passaggio dei servizi alla Pubblica Assistenza e per il graduale assorbimento dei lavoratori ora a casa coperti, si spera, dagli ammortizzatori sociali». «Ci sono però alcuni "paletti"che dovrebbero essere assolutamente rispettati: Anpas regionale deve garantire che chi ha creato il danno, uscito dalla porta non rientri dalla finestra! Non basta mettere una croce dello stesso colore su una SrL per definirsi Nuova Croce Verde ed essere nuovamente affiliato Anpas. I responsabili di questo disastro devono essere perseguiti. L'amministrazione, oltre ad auspicare che un quartiere della città riesca a ricostituire una associazione di volontariato, dovrebbe preoccuparsi di supportare chi in questo momento sta cercando di mettersi a disposizione per gestire i servizi lasciati da Croce Verde».
Sulla questione interviene anche Enzo Mastorci della Cissl: «Al di la delle dichiarazioni di facciata noi pensiamo che l'ultimo vero presidente della Croce Verde avrebbe dovuto pubblicamente ringraziare i dipendenti per la disponibilità e professionalità con la quale hanno prima affrontato la situazione e reso i servizi. È grazie al sacrificio dei lavoratori che il bilancio 2013 si è chiuso in attivo e tutti dovrebbero ricordare che nei compensi dei lavoratori erano comprese le varie centinaia di ore di straordinario mai pagato e ferie mai godute. Inoltre il TFR è stato versato ? Un capitolo a parte andrebbe aperto sui volontari che hanno garantito, assieme ai dipendenti, la continuità dei servizi ed anche rispetto a questo la CISL aveva proposto al Presidente di regolarizzare la loro situazioni magari utilizzando il Progetto Regionale di inserimento " Giovani SI". Volevamo chiarire le situazioni.
Chi ha portato alla chiusura della Croce Verde di Fossola pur millantando l'attenzione verso i lavoratori di fatto non è stato conseguente ed ha tolto loro non soltanto il lavoro ma anche la dignità perché 58 anni di storia non si vendono e non si barattano con altre Associazioni».
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