Sicurezza
Ascomtur, il consulente spiega come sono spariti i soldi
MASSA. La cifra sparita è di quelle importanti (si parla di oltre 500mila euro ma una quantificazione esatta non è stata ancora definita), svanita nel corso di dieci anni dalle casse della Ascom. Un...
MASSA. La cifra sparita è di quelle importanti (si parla di oltre 500mila euro ma una quantificazione esatta non è stata ancora definita), svanita nel corso di dieci anni dalle casse della Ascom. Un giro di assegni che, secondo l’accusa, sarebbero stati incassati in contanti, anzichè versati. Da qui l’indagine e poi il processo per appropriazione indebita che vede sul banco degli imputati moglie e marito, Maria Giudice e Franco Boccardi. Ieri si è tenuta l’ennesima udienza - il giudice è Giovanni Sgambati - e protagonista è stato Almo Cacciatore (ex assessore provinciale) sentito come consulente nominato da Confcommercio per esaminare i libri contabili dell’associazione. Il perito è stato incalzato dai legali degli imputati per capire come è stato possibile contestare quelle cifre ai loro assistiti.
Da quanto emerge, e da quello che è stato riferito nelle scorse udienze, ci sono stati assegni per prestazioni effettuati da Ascomtur che dovevano essere intestati a Confcommerico e invece secondo l’accusa sono stati emessi a nome dei due dipendenti finiti sott’accusa. Assegni (14 intestati alla dipendente e 5 al marito finiti nel fasciolo del pubblico ministero) che venivano cambiati a prelievo. Cacciatore, componente del cda di Confcommercio, era stato incaricato dall’ex sindaco Fabrizio Neri di controllare tutti i movimenti. Ma non era stato facile per lui farsi consegnare la documentazione necessaria. Neri ha già testimoniato: «Al mio ritorno nella gestione dell’amministrazione – ha detto Neri al giudice Sgambati – ho notato una continua mancanza di liquidità. Insomma, i conti non tornavano: incassavamo ma in banca restava ben poco».
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