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Uil: «Così Iardella voleva sfruttare i volontari»

Uil: «Così Iardella voleva sfruttare i volontari»

Croce Verde, il sindacato contrattacca sul “salvataggio” fallito: ai lavoratori l’ex presidente ha offerto solo un’elemosina, 400 euro netti al mese

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CARRARA. «Volevano tenere in piedi un moribondo. sulla pelle dei lavoratori della Croce Verde».

L'attacco è del segretario della Uil Fpl, Claudio Salvador che interviene sulla vicenda Croce Verde dlpo che, la scorsa settimana, sopraffatta dai debiti, l’Associazione di Fossola, con tanto di funerale celebrato dai volontari. Dopo ci sono state le parole, e l’amarezza, del sindaco Angelo Zubbani e la spiegazione sui tentativi di salvataggio di quello che orami della Croce è ex presidente, Marco Iardella.

«Siamo esterrefatti dalle parole dell'ex presidente della Croce Verde, Marco Iardella ed è arrivato il momento di fare chiarezza - scrive in una nota - È fuori dal mondo arrivare a dire che noi abbiamo rifiutato il contratto di solidarietà da 1.500 euro lordi a mese. Non scherziamo: già a condizioni normali lo stipendio medio di un dipendente della Croce Verde era di 1.200 euro».

«Se lo abbiamo fatto - continua - è perché dalla proposta la cifra che finiva in tasca ai lavoratori era di 400 euro netti al mese. Erano persone che venivano già da anni di cassa integrazione e che comunque continuavano a far funzionare i servizi da mattina a sera. Persone che avevano fatto anni di sacrificio, famiglie con drammi personali che erano arrivate anche a vendere casa. Di fronte a tutto questo l'ultima proposta che ci avevano fatto per tenere in piedi una società dissestata era quella di sottoscrivere un contratto di solidarietà da 400 euro al mese. E noi, in accordo con i lavoratori che abbiamo seguito costantemente dal 2012, abbiamo rifiutato questa elemosina».

«I dipendenti - prosegue - non hanno voluto continuare la lotta al massacro e giocare di nuovo al ribasso sulla loro pelle. Non erano 10 stipendi a far saltare una situazione da milioni di euro di debiti dovuti invece alle gestioni cervellotiche e inappropriate, a dir poco, che si sono succedute di anno in anno».

Per quanto riguarda le trattative intercorse fra sindacati e società, inoltre, è Andrea Ceccarelli, delegato aziendale della Uil, a chiarire che c'è sempre stata la disponibilità al dialogo da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

«Ci è stato chiesto di metterci a 500 euro al mese in cassa integrazione e siamo andati avanti anche come volontari pur di lavorare. Quando siamo arrivati a discutere il patto di solidarietà, però, abbiamo chiesto di vedere i conti della Croce Verde servizi Srl, gestita sempre da Marco Iardella, che curava i funerali per conto della Onlus. Ma quei conti non ce li hanno mai fatti vedere e poi il presidente si è dimesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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