Il Tirreno

Lo sfaldamento dell’Unione dei Comuni

Lo sfaldamento dell’Unione dei Comuni

Dopo Aulla e Pontremoli anche Fivizzano si sgancia dal corpo unico di Polizia municipale. Cisl e Uil: non ha più senso

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FIVIZZANO. Nata sulle ceneri della Comunità montana, ma con funzioni diverse e l’obietivo dichiarato di associare molte delle funzioni amministrative dei Comuni più piccoli in un territorio “omogeneo” in modo da offrire servizi più efficienti e contenere i costi, l’Unione dei Comuni vive un momento di crisi. E in tanti cominciano a domandarsi: che senso ha mantenere un’ente comprensoriale da cui ora l’uno ora l’altro si sfila e torna al “fai da te”.

Il problema riguarda, in particolare, la creazione di una polizia municipale e amministrativa locale “unica”: una funzione associata che toglile alle amministrazioni civiche della Lunigiana il peso di dover organizzare e gestire un mini corpo di vigili urbani che cvosta parecchie risorse.

C’è però stata la "fuga" del Comune di Pontremoli prima e di quello Aulla poi: cioè dei centri più grandi del territorio lunigianese. A cui si aggiunge, adersos, la defezione di Fivizzano, il cui consiglio comunale ha optato per il “recesso” dalla funzione associata. In altir termini: ha deciso di mantenere un corpo di polizia municipale proprio. Sganciamenti che hanno oggettivamente reso più debole l’operazione che aveva visto la nascita del Corpo Unico di Polizia Municipale della Comunità Montana Lunigiana. «L'uscita del Comune di Fivizzano, se rattificata dal Consiglio, darà un colpo mortale al Corpo Unico, che di fatto non esisterà più come tale diventando uno dei Corpi di Polizia Municipale della Lunigiana», dicono i segretari provinciali di Cgil Funzione Pubblica Silvano Leoni e della Cisl Fpt Enzo Mastorci

Tra l'altro l'attuale comandante del Corpo Unico è dipendente del Comune di Fivizzano, ente al quale dovrebbe tornare lasciando vacante la carica.

I sindacati si chiedono, dunquer: «Che senso ha continuare a mantenere una Unione dei Comuni organizzata in questo modo? I comuni non obbligati per legge alla gestione associata delle funzioni continuano ad usare l'Unione come un tram sul quale salire o scendere a seconda delle proprie esigenze e opportunità politiche. L'Unione non riesce ad organizzarsi perché sempre alle prese con tensioni e minacce di abbandono … i servizi ne risentono come pure i dipendenti».

Nel mirino di Cisl e Cgil non c’è tanto l’attuale presidente dell’Unione dei Comuni lunigianesee Riccardo Ballerini, sindaco di Casola ed esprerssione del centrodestra, quantoa «anche l'immobilismo della precedente giunta e presidente (che era Cesare Leri, del Pd) che non ha favorito il decollo dell'Unione e le sofferenze organizzative, anche nel settore della Polizia Municipale, hanno portato a malcontento e tensioni che, poi, sono state prese a pretesto per contrapposizioni politiche che hanno determinato le scelte di cui parliamo».

Il governo nazionale, poi, ci mette del suo varando una legge che obbliga i comuni sotto i tremila abitanti alla gestione associata di tutte le funzioni, salvo poi procedere con proroghe successive della data di entrata in vigore di tale obbligo. «Dando ulteriori alibi agli amministratori locali incapaci di dare mandato ai tecnici di proporre una organizzazione funzionale e slegata da ingerenze di tipo politico», sostengono Leoni e Mastorci. I quali argomentano: «Crediamo si debba velocemente ripensare l'Ente per dargli effettiva autonomia e capacità gestionale certa. Per far questo crediamo si debba puntare o ad una Unione dei soli "comuni obbligati" e/o ritornare sulla partita delle fusioni dei comuni. Ma crediamo che non esistano al momento capacità decisionali nel territorio Lunigianese e che tutto si trascini nell'incertezza e contrapposizioni legate a guerre intestine di partito o tra partiti. Le lavoratrici ed i lavoratori continuano a vivere l'incertezza di un Ente che unisce e divide le funzioni che tengono assieme una Unione di Comuni che non sembra appartenere a nessuno. La gestione dei rifiuti ci pare l'unica certezza e l'unica esigenza di tutti le amministrazioni mentre tutto il resto appare precario. I dipendenti hanno subito un processo di " fusione a freddo " e senza una guida di indirizzo politico sono stati lasciati soli.

Riguardo al servizio associato di Polizia Municipale quante risorse economiche e umane ha assorbito in questi anni ? e i contribuenti ne continueranno a fare le spese.

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