Sicurezza
Cave, più poteri alla Regione e via ai controlli incrociati
Ecco il nuovo regolamento: le autorizzazioni nei bacini più grandi e nel parco le darà Firenze. Potenziate le ispezioni, nascerà una banca dati centralizzata
CARRARA. Le regole sono chiare e uguali per tutte. Se le cave si trovano in un’area protetta, tutelata dal Parco delle Apuane, e il piano di coltivazione prevede di estrarre più di 30mila metri cubi l’anno, serve un’autorizzazione ambientale speciale. La Valutazione di impatto ambientale (Via) la rilascia la Regione, senza discutere. Idem se la cava si trova fuori dal Parco, ma il quantitativo da estrarre supera i 60.000 metri cubi l’anno.
ISPEZIONI IN CAVA
Non ci si può sbagliare. E chi sbaglia paga. Il regolamento delle cave appena adottato dalla Regione non lascia adito a dubbi. E soprattutto prevede, per la prima volta, un sistema di controlli (incrociati) che coinvolge a vari livelli, Comuni, Asl, Arpat e la Regione direttamente. Con tanto di ispezioni sulle cave. Non per nulla, è previsto un rafforzamento del personale in dotazione alla Regione per «lo svolgimento delle funzioni di pianificazione delle attività estrattive, di coordinamento, monitoraggio e controllo, di esame delle richieste di Via». Si prevede l’aumento (massimo) di 15 persone - 11 per l’ufficio cave e 4 per l’esame delle pratiche di Via - in trasferimento volontario da Comuni e Province.
REGOLE IN VIGORE A NOVEMBRE
Nulla di teorico: all’inizio di settembre c’è già stato il primo passaggio al tavolo sindacale regionale e le Province, la Città metropolitana di Firenze oltre ai 29 Comuni nei quali si trovano 3 o più cave sono stati invitati a fornire entro fine mese i nominativi dei dipendenti interessati al trasferimento. Del resto, secondo quanto prevede la legge, il regolamento deve essere approvato in via definitiva entro il 10 novembre, pena una serie di sanzioni pecuniarie non indifferenti.
La giunta è certa di riuscire a rispettare questa tabella di marcia. Infatti, il regolamento è stato adottato. Ora deve essere vagliato in commissione (entro 30 giorni dal ricevimento dell’atto) e, quindi, deve essere votato in via definitiva di nuovo dalla giunta. Ma la concertazione con gli enti locali, le associazioni interessati «sono stati già garantiti». Prima, insomma, di portare il testo in giunta. Ritocchi, quindi, sono possibili solo in commissione. Dove il Pd ha la maggioranza. Perciò stravolgimenti non sono previsti. Tanto meno sulla parte più innovativa: quella dei controlli e delle ispezioni.
AUTORIZZAZIONI REGIONALI
La prima importante novità riguarda la distinzione sul rilascio delle autorizzazioni di impatto ambientale. Restano ai Comuni tutte le Via (Valutazioni di impatto ambientale) per la coltivazione di cave che si trovano fuori area parco per le quali si prevede un’estrazione di materiale inferiore a 60.000 metri cubi annui; sempre di competenza comunale le Via per le cave in area parco, ma con un’estrazione annua inferiore a 30.000 metri cubi annui.
Di conseguenza le altre - cave in area parco e non con estrazione superiore a 60.000 metri cubi - diventano di competenza della Regione. «La ragione - osserva l’assessore alle cave, Vincenzo Ceccarelli - è evidente: con questo regolamento vogliamo essere certi che ci sia uno sviluppo dell’attività industriale compatibile con l’ambiente. E vogliamo accertarci che i piani di coltivazione rispettino le prescrizioni e le autorizzazioni rilasciate».
BANCA DATI CENTRALIZZATA
Al riguardo, la Regione istituisce anche una banca dati centralizzata «che consentirà di condividere le informazioni fra i soggetti coinvolti per esercitare le funzioni di controllo sul territorio e verificarne lo stato di attuazione nonché la loro efficacia».
In prima istanza, i controlli verranno effettuati dai Comuni, dalle Asl e da Arpat. Ma, nelle situazioni più delicate, anche il personale regionale dell’ufficio cave potrà essere inviato a effettuare controlli in loco, previa informazione degli enti locali interessati, per consentire ai Comuni di predisporre la documentazione necessaria. A cominciare dalle autorizzazioni, rilasciati secondo il nuovo regolamento.
INDICAZIONI TECNICHE
Nella prima parte, il nuovo regolamento, di fatto, aggiorna le disposizioni della precedente delibera di giunta del 2000: precisa quali sono gli allegati tecnici da presentare insieme al piano di coltivazione della cava, la geomorfologia generale della zona, con l’individuazione dei potenziali fenomeni di instabilità, indicazioni geologiche, idrogeologiche, ma anche il piano economico-finanziario fino al piano di risanamento della cava.
NORME TRANSITORIE
Ovviamente non mancano le norme transitorie. In particolare quelle che precisano i tempi di validità del regolamento: le nuove disposizioni, infatti, si applicano solo ai piani di coltivazione presentati dopo l’approvazione definitiva. Fino ad allora, restano in vigore le regole del 2000. Anche per i controlli e la Via.
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