Il dolore
Aprile 1945 La linea Gotica alla fine cadde
I soldati Usa guidati dai partigiani apuani attaccarono i tedeschi dalla pianura ai monti
MASSA CARRARA. Qualcuno, anche oggi, ha cercato di rivalutare il feldmaresciallo Kesselring come una grande militare. Andatelo a dire a Piero Calamandrei, autore della celebre ode «L’avrai, Camerata Kesselring, il monumento da noi italiani, etc». Calamandrei scrisse quelle frasi in onore di Duccio Galimberti, capo della Resistenza in Piemonte, quando Kesselring _ sprezzante _ disse che gli italiani dovevano fargli un monumento, non un processo (dal quale peraltro ne uscì fin troppo di lusso).
Una lunga premessa per dire che il «capolavoro» militare del generale tedesco fu la linea Gotica. Messa su in fretta e furia e difesa da non troppi uomini e non troppo addestrati (nel cimitero tedesco di Firenzuola sulla Futa sono sepolti anche soldati turchi che combatterono coi nazisti) resse un intero inverno. Cadde in quei giorni di aprile del 1945, giusto 70 anni fa.
La prima foto della nostra collezione racconta dell’avanzata dei soldati americani a Montignoso. L’offensiva degli Alleati partì dalla Versilia ed investì Cinquale, Montignoso, il castello Adinolfi. Dalla Versilia partirono _ era l’9 aprile del 1945 _ i soldati neri della Buffalo e i Nisei, i soldati Usa ma di origine asiatica.
All’attacco parteciparono anche gli aerei brasiliani della forza di spedizione mandata dal Sud America che combattè aspramente a Pistoia, Prato ed in Versilia (furono i brasiliani a liberare Massarosa e Stazzema).L’offensiva di aprile alla linea Gotica arrivava dopo un inverno terribile, con tutta la provincia di Massa Carrara, allora ancora chiamata Apuania, che rimase sotto il giogo nazista.
Le date dicono tutto. Pietrasanta venne liberata il 19 settembre del 1944, poi il fronte si fermò. Massa verrà liberata il 10 aprile. Quasi 8 mesi fra lutti, dolori, fame, freddo e tanta, tanta paura.
Quei lunghi mesi d’inverno sono figli della scelta politica del generale Alexander, capo delle truppe alleate, di fermare il fronte a piedi della linea Gotica, prima che arrivasse l’inverno. Una scelta che aveva più di una motivazione, e strategica e politica. Dal punto di vista militare Alexander aveva perso uomini che era stati dirottati prima sullo sbarco in Provenza (in particolare le truppe coloniali francesi, famigerate per gli stupri di massa) e poi sul fronte francese. Gli Americani erano impegnati nella corsa contro l’Armata Russa per chi arrivava prima a Berlino. E così Alexander perse uomini, in quantità ed in qualità.
E c’era anche una motivazione politica. Sospendendo di fatto le operazioni belliche si mettevano in difficoltà le formazioni partigiane, lasciate alla merce dei rastrellamenti tedeschi e repubblichini. Soprattutto agli Inglesi, la forza anche politica dei partigiani, spaventava in previsione del futuro assetto della Penisola, dopo la guerra. Ricordiamoci che dopo la Seconda guerra mondiale ci furono quasi 45 anni di Guerra Fredda fra Est ed Ovest, conseguenza anche di vinti e vincitori del conflitto. Comunque sia l’assalto partì. La linea Gotica cadde in pochi giorni, ma costò ugualmente vittime, fra i soldati americani e i partigiani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
