Il Tirreno

Sull’argine spunta un muro di due metri

di Cinzia Chiappini
Sull’argine spunta un muro di due metri

A Vezzala un progetto di rialzamento della sponda sul Carrione, che diventa 4 volte più alta. Subito contestato

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CARRARA. Nuova polemica sui lavori di messa in sicurezza del torrente Carrione.

Dopo le preoccupazioni dei residenti di Avenza per le vibrazioni provocate dai lavori di palancolatura su un argine vicino alle abitazioni, questa volta i riflettori si accendono sugli interventi nel centro storico, peraltro già contestati in precedenza.

Nel mirino l’annoso caso dell’intervento sul Ponte della Bugia e la vicenda della rampa di accesso all’alveo distrutta da un acquazzone particolarmente intenso, questa volta a finire nel mirino delle contestazioni è il muro di 2 metri di altezza che dovrebbe sorgere sull’argine di via Vezzala.

La zona è quella della periferia “storica” della città, sulla sponda opposta a quella dove sorgevano i vecchi lavatoi: nei giorni scorsi la giunta carrarese ha approvato una variante ai lavori di risagomazione dell’alveo, nel lotto monti, che prevede il rialzo della sponda per un tratto di circa 40 metri. Oggi il muretto che delimita da un lato la strada e dall’altro il percorso del torrente è alto una cinquantina di centimetri: una volta effettuato l’intervento previsto dalla variante arriverà a due metri di altezza da terra. Quattro volte più alto dell’attuale.

Secondo la relazione tecnica allegata al provvedimento, l’opera serve a garantire la stessa sezione di protezione sulle due sponde del torrente. L’argine in destra idraulica, quello per intenderci dove un tempo sorgevano i lavatoi, su via Carriona, è molto più alto di quello sul lato opposto che dunque, secondo i tecnici, deve essere portato fino a due metri di altezza.

Questo significa che nei quaranta metri di strada interessati dall’intervento, sarà realizzata una parete che impedirà non solo di affacciarsi sul torrente, ma anche di vedere quello che c’è sulla sponda destra del Carrione: il muro dunque sacrificherà sì la visuale di via Vezzala sul centro storico ma, secondo quanto si evince dalla delibera, in nome della sicurezza.

La consigliera Claudia Bienaimè, di Carrara Bene Comune, è di parere completamente opposto: «È un intervento inutile che deturpa la zona storica della nostra città» afferma l’esponente dell’opposizione ricordando le testimonianze di tanti alluvionati della zona che, mentre ancora erano impegnati a spalare acqua e fango, raccontavano come questi non fossero arrivati dal Carrione esondato ma piuttosto dai canali che si formano scendendo dal Ponte di Ferro e dalla zona dell’ospedale, e che conflusicono in via Vezzala.

Ad alimentare i dubbi della consigliera c’è anche il fatto che questo intervento sarebbe ispirato allo studio Viti (compilato a seguito dell’alluvione 2004-05) mentre la Regione ha ormai pronto un nuovo programma di interventi, incentrato su ricerche più recenti. «Perché si continuano a portare avanti lavori ispirati a un progetto ormai superato?» ha domandato polemicamente la Bienaimè pronta a segnalare l’intervento alla Soprintendenza dei Beni Architettonici. «Lancio un appello all’assessore Coppola che sta lavorando alla riqualificazione del centro storico – ha concluso la consigliera - fermiamo gli interventi inutili e che deturpano la nostra città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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