Il Tirreno

Verso le elezioni

«Lorenzetti, candidato “naturale” del Pd a Montignoso»

di Manuela D’Angelo
«Lorenzetti, candidato “naturale” del Pd a Montignoso»

Il segretario dem di Montignoso difende l’investitura e alla minoranza dice: esprima un altro nome

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MONTIGNOSO. “Non abbiamo ancora un candidato ufficiale della coalizione, voglio un percorso comune e condiviso e vorrei ricompattare il partito, ma ad oggi non ci sono i presupposti per farlo”. Inizia così il segretario comunale del Pd di Montignoso Marino Petracci che, fatto il nome di Gianni Lorenzetti come candidato unico del centro sinistra, in vista delle prossime elezioni amministrative, ha deciso di fare chiarezza su alcuni punti. Intanto, la chiacchierata assemblea, in cui fu fatto il nome di Lorenzetti, c’è stata realmente, conferma Petracci, e ha ratificato la proposta del sindaco Narciso Buffoni: «Il nome di Gianni- dice Petracci- non è uscito da chissà quale segreta stanza, come ho letto in qualche commento dell’ultima ora; eravamo in assemblea e, su input del sindaco Buffoni, abbiamo trovato naturale indicare Lorenzetti come l’uomo che vorremmo sindaco per i prossimi 5 anni; in quella assemblea- continua- abbiamo anche ribadito l’alleanza con l’attuale coalizione e approvato in pieno l’operato della giunta; i presenti sono stati tutti d’accordo. In fondo, nel Pd di Montignoso considerare Lorenzetti il candidato unico è quasi scontato, mi avrebbe stupito il contrario».

Ma a quella assemblea del 18 agosto mancava, in realtà, una parte del partito, i renziani binagliani, che non hanno gradito il risultato della discussione: «È vero- conferma Petracci-, mancavano 13 membri dell’assemblea che oggi esprimono poco più del 10% raggiunto durante l’ultimo congresso, in cui fui eletto segretario. La loro assenza non fu casuale, sappiamo tutti che decisero di boicottare quell’assemblea. Però, poiché per me le minoranze sono comunque essenziali, il giorno dopo chiamai i referenti di quella corrente, Davide Leri, Antonio Giorgini e Bruno Guidotti, per informarli che l’assemblea aveva espresso consenso a Lorenzetti sindaco e chiedendo anche il loro appoggio. Mi è stato risposto categoricamente no a Gianni Lorenzetti e a qualunque metodo possa portare alla sua candidatura. A quel punto i passaggi sono stati obbligati: convocare per i primi di ottobre una nuova assemblea dove i 3/5 degli aventi diritto decideranno il metodo con cui si vuole andare all’individuazione del prossimo candidato sindaco». I numeri, va da sé, non preoccupano la maggioranza del Pd, ma le manovre per scalfire il partito, quelle sì potrebbero creare problemi: «Ho più volte chiesto un nome alternativo a quello di Lorenzetti- continua il segretario- per ricompattare il partito attorno ad un altro nome, ma non sono stati in grado di fornirmelo».

Il segretario comunale del Pd chiude con una preoccupazione, che si traduce anche in un appello: «Sono rimasto allibito quando ho letto che una parte del mio partito, seppur piccola, starebbe cercando anche contatti altrove, con liste civiche e improbabili alleanze con altri partiti, tra cui 5 stelle e FI. Intanto mi chiedo perché nessuno abbia mai smentito e invito i referenti di quella parte del Pd a farlo il prima possibile; poi mi sorge il dubbio: forse vogliono le primarie per farle inquinare da altri soggetti che non sono del nostro partito? Chi sceglierà davvero il nostro candidato a sindaco in questo modo? Aspetto io, ora, delle risposte».

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