Attenzione
«Questa Ztl ci uccide» La rivolta dei cartelli
Città tappezzata di scritte e striscioni: qui non si lavora più
MASSA. «Il cuore del centro storico siamo noi». «Commercianti, liberi professionisti, artigiani, residenti contro». E ancora: «Il cuore batte qui». Scoppia la protesta nel centro storico di Massa, con tanto di slogan, citazioni e addirittura un riferimento all'articolo primo della Costituzione: “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Il motivo? La nuova zona traffico limitato - partita da una manciata di settimane - che non va proprio giù, almeno nella versione attuale 24 ore su 24, a una buona fetta di commercianti e di residenti, i quali ieri mattina hanno quindi deciso di rompere il silenzio e di manifestare il proprio dissenso. Senza cori o cortei, ma in una modalità altrettanto visibile: tappezzando la città di cartelli. Appiccicati alle pareti dei palazzi, alle saracinesche dei negozi e alle transenne in strada. E anche sulle terrazze e attaccati ai cassonetti. Decine e decine di manifesti ieri hanno animato negozi e case, strade e piazze, che come persone sembravano proprio voler dire la loro, riassumibile il tutto in un accorato “no alla Ztl full time”.
«Perché già si lavora poco a causa della crisi e la chiusura del centro alle auto sta diminuendo ancora di più il flusso di gente», commenta Franca Renata Bigini, proprietaria della storica boutique Bigini in via Dante, la prima strada a essere diventata pedonale una quindicina di anni fa. «Una scelta già azzardata all'epoca – spiega la commerciante – ma che tuttavia non ci ha danneggiati più di tanto perché i nostri clienti potevano comunque parcheggiare, per pochi minuti, davanti alle scalinate del Duomo e poi andarsene. Adesso no, adesso è chiuso tutto e i clienti non vengono più».
Ed ecco quindi che ieri mattina piazza Mercurio, piazza Aranci, via Cairoli, via Guidoni, via Dante, via Cavour e via Zoppi si sono svegliate ricoperte di cartelli bianchi con scritte nere a caratteri cubitali: «Voglio vivere e lavorare nel centro storico», si legge. E: «Il centro storico ha bisogno di noi», «La ztl 24h ci uccide», «Articolo 1 della Costituzione». E anche un «Lasciatemi lavorare», rivisitando la canzone di Toto Cotugno. E nei negozi, nei bar, nelle strade non si faceva altro che parlare di questo: si sentivano chiacchiericci, commenti, polemiche sui «parcheggi che non ci sono più», sulla «Ztl che così proprio non funziona», su un commerciante che sta pensando di chiudere la propria attività o su un cliente che «una volta veniva sempre e adesso no».
Nonostante nel centro storico continuino ad aprire nuove attività sulla spinta proprio della Ztl, la maggior parte dei commercianti si dice contraria. «Non dico che vada tolta del tutto, ma almeno concentrata nella fascia serale: le mie clienti non sono giovani e non vengono se devono parcheggiare in Largo Matteotti e venire qui a piedi. Sono le 11 e stamani non è ancora entrato nessuno», continua la signora Bigini invitandoci poi a seguirla nel negozio acconto. «Lui (il titolare del negozio, ndr) – aggiunge - vi saprà dire come è iniziata questa protesta». È Marco Marchetti, titolare di una delle mercerie più vecchie della città, la Marchetti appunto. «Noi esercenti ci siamo sempre opposti alla Ztl 24 ore su 24 – spiega il commerciante -Tempo fa abbiamo lanciato anche una raccolta firme e l'abbiamo consegnata al sindaco, ma si è concluso in un nulla di fatto. Hanno fatto proprio quello che chiedevamo di non fare. Così nei giorni scorsi abbiamo raccolto i soldi per i cartelli e ci siamo dati appuntamento per stamani per appenderli». Sono un'ottantina i commercianti che hanno aderito alla protesta, a cui si aggiungono alcuni residenti e i liberi professionisti. «Questa Ztl rappresenta un grande disagio per i miei pazienti – commenta Raffaella Toffi, psicoterapeuta con lo studio in via Cairoli, che Il Tirreno ha incontrato nella drogheria Gli Svizzeri – Soprattutto per chi soffre di ansia, una chiusura totale di un luogo che è solito frequentare è destabilizzante. Molti hanno lasciato la terapia». «Vedete – incalza il titolare della drogheria, Fabrizio Belatti – non siamo contrari alla zona traffico limitato a priori, ma ci devono mettere nelle condizioni di poter lavorare. Il mio fatturato è diminuito parecchio con la chiusura del centro perché avevo clienti di passaggio e adesso non più». E mentre i cartelli "parlavano" nelle stanze del Comune prendeva vita un incontro tra l'amministrazione e una delegazione di commercianti, liberi professionisti e residenti i quali chiedevano proprio di rivedere i termini della Ztl. «Ché almeno ci diano la possibilità di farci conoscere», commentano le titolari del negozio di scarpe per bimbi Tres Jolie in via Zoppi, aperto da due anni.«Lo scorso inverno fortunatamente hanno messo la casa di Babbo Natale in via Cavour, altrimenti in questa strada non passerebbe nessuno».
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