Lutto
Marmo: cresce l’export dei lavorati, in calo i blocchi
CARRARA. Cala la quantità, aumenta il valore. Nei primi sei mesi del 2015 il settore italiano della pietra naturale ha esportato oltre 2 milioni di tonnellate tra grezzi e lavorati registrando un...
CARRARA. Cala la quantità, aumenta il valore. Nei primi sei mesi del 2015 il settore italiano della pietra naturale ha esportato oltre 2 milioni di tonnellate tra grezzi e lavorati registrando un calo della quantità dell'8,6%, ma un aumento del 5% del valore, rispetto al solito periodo dell'anno passato.
Aumento dovuto ai lavorati: secondo i dati Istat - elaborati dall'ufficio studi di IMM - infatti, l'export di materiali lavorati (marmi, graniti e altre pietre) ha avuto una crescita tendenziale del 7,3%, per un valore di oltre 777 milioni (oltre 490 marmo) di cui 256,6 corrispondo ai lavorati del distretto apuo-versiliese. Crescita che vede negli Usa il primo mercato per il lapideo made in Italy con una richiesta che è cresciuta, analizzando il medesimo periodo del 2014, del 34,6% in valore e 17% in quantità. Calato in quantità e valore, tuttavia, l'export di blocchi di marmo che ha registrato un -11% in quantità e -1% in valore.
«È l'ennesima conferma dell'eccellenza delle aziende del nostro territorio - afferma Fabio Felici, presidente di IMM - un territorio che punta sempre di più alla valorizzazione della materia prima di cui ha la fortuna di disporre. Il marmo segue ormai le logiche dei beni di lusso, spopolando in paesi ad alto reddito pro-capite non soltanto per usi in ambito edilizio, ma anche quale materiale che si presta ad interpretazioni completamente diverse unendo innovazione, arte e design di altissimo livello. Il dato per cui, rispetto al diminuire dell'esportazione di blocchi, ben un terzo del valore riferito all'esportazione di prodotti finiti sia attribuibile alle nostre aziende deve essere motivo di grande orgoglio»,
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