Attenzione
L’IMPEGNO PER LA MEMORIA DEL NOSTRO GIORNALE
Cari lettori, i Giorni della libertà, il racconto fotografico dei 20 mesi dell'occupazione nazifascista nella nostra Provincia, che da martedì 29 settembre, in 24 puntate, sarà in tutte le edicole,...
Cari lettori, i Giorni della libertà, il racconto fotografico dei 20 mesi dell'occupazione nazifascista nella nostra Provincia, che da martedì 29 settembre, in 24 puntate, sarà in tutte le edicole, non è semplicemente un regalo, speriamo comunque gradito. E' soprattutto un impegno. Nostro ora e speriamo anche Vostro in futuro.
Un impegno civile per la memoria, un impegno anche di informazione verso i giovani che riguarda l'altra storia. Non quella degli eserciti, certamente importante ma contenuta anche nei libri scolastici - letti poco, ma è un altro problema - ma la storia della gente comune che quella guerra ha subito. Gente non di mondi lontani, ma i nostri nonni, i nostri padri, le nostre famiglie insomma. La memoria del passato come ponte per il futuro e naturalmente anche per capire meglio il presente. Per dirne una, noi oggi diciamo profughi, migranti : fatevi raccontare dal nonno che cosa vuol dire essere sfollato, cosa vuol dire patire la fame, cosa vuol dire, però e anche, la solidarietà e il coraggio di tanti, a rischio della propria pelle, per ospitare e dividere con estranei quel poco che si aveva. Molto poco.
Nelle 24 immagini che sono state selezionate tra migliaia - per fortuna avevamo dalla nostra Paolo Bissoli, presidente dell'Istituto storico apuano della Resistenza - ci sono frammenti che raccontano i terribili 20 mesi di occupazione nazista, dall'8 settembre del 1943 al 27 aprile del 1945 (Pontremoli l'ultima nostra città liberata) della provincia Aopuana.
Raccontano di luoghi a tutti, o a tanti, familiari distrutti dai bombardamenti alleati o dai cannoneggiamenti dei nazisti, ci sono i volti di uomini e di soldati, ci sono immagini dei partigiani (anche queste particolari: scattate prima della Liberazione e non dopo, la differenza è sensibile). Ci sono dunque le immagini ma ci sono soprattutto le emozioni.
Guardando quelle foto con attenzione, è nello spirito di questa nostra iniziativa editoriale, ci sarà molto di che riflettere e anche da approfondire, speriamo persino di studiare. Specie per i più giovani che le guerre, il mondo ahinoi ne è pieno, le vedono in Tv e su Internet quasi come uno spettacolo e ne parlano, ahinoi ancora, come si trattasse di una partita di calcio. Quelli contro quegli altri. Ma quelli e quegli sono persone.
La memoria è un presidio fondamentale per avere un futuro, ricordava ieri, presentando questa iniziativa editoriale, il nostro direttore Monastier, e il nostro giornale cercherà nel suo piccolo di fare la sua parte.
I Giorni della libertà fa parte, appunto, di questa azione, di questo impegno che ci siamo presi. Un lavoro, su questa iniziativa, cominciato un anno fa e che ora si concretizza con la pubblicazione di queste magnifiche 24 fotografie.
L’impegno, nostro, è anche quello di portare questo lavoro all’attenzione delle scuole perché gli studenti possano liberamente lavorarci su, gli spunti non mancano certo per gli approfondimenti. Cercheremo dunque anche noi di stimolare i ragazzi, ma in casa, soprattutto, cerchiamo di far tornare protagonisti i nonni.
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