Attenzione
Ferrovia marmifera: la storia cancellata
Tracciato smantellato, stazioni di Tarnone e Ravaccione in totale abbandono: un patrimonio che sta scomparendo
CARRARA. La città rischia di perdere la memoria fisica di un pezzo della sua storia del Novecento senza far nulla (o quasi) per impedire ciò. Parliamo della Ferrovia Marmifera privata di Carrara - questo il nome "corretto" della più famigliare "Marmifera" - la strada ferrata che collegava il porto di Marina di Carrara alle cave di Marmo. Subito un chiarimento: il tratto tra la stazione di Avenza - Carrara e San Martino era antecedente alla costruzione della stessa Marmifera e aveva un’altra gestione. Dunque parlare del recupero di quel tratto, oggi delle Ferrovie dello Stato è importante ma non rende merito storico all'importanza della Marmifera.
Recuperare la storia della Ferrovia Marmifera si può fare partendo da ciò che di autentico rimane di essa: le stazioni nei bacini marmiferi. Sarebbero due le stazioni più indicate per fare ciò: Ravaccione e Tarnone, quest'ultima è stata ristrutturata anni fa ma da allora è in stato di abbandono. Non dimenticando che la stazione di Fantiscritti ha altri usi e che la stazione di Colonnata oltre ad essere abbandonata non è stata, incredibilmente, inserita nel piano di recupero del parcheggio del paese rendendo così necessario un adeguamento in tal senso. Aprire i locali e renderli (finalmente) utilizzabili strapperebbero la stazione del Tarnone dalla condizione di abbandono e avrebbero una valenza storico e turistica. Una stazione che potrebbe essere utilizzata per omaggiare la storia della Ferrovia Marmifera; tanto più che il turismo "industriale" sta sempre più crescendo e queste vecchie stazioni diventano punti di riferimento per gli appassionati del settore.
Ma aldilà di ciò, è in gioco il ricordo della storia della città a cui la Marmifera contribuì in maniera sostanziale nella conformazione della città così come la conosciamo oggi. E' sufficiente pensare che l'urbanistica di Marina di Carrara ha risentito in larga parte della Marmifera e che le principali strade (e gallerie) dei tre bacini marmiferi sono state realizzate sul tracciato.
2008: l'occasione persa. Nel 2008 inizia la fase operativa del Piuss "Carrara e di Massa - un territorio da rivivere" di cui una parte dei fondi vengono indirizzati proprio alla valorizzazione del sistema turistico dei bacini marmiferi. Nel piano, presentato su Agorà - notiziario ufficiale del Comune di Carrara il 7 novembre 2008, si parla di «anello Fantiscritti» che prevede tra le altre cose un intervento proprio sulla stazione:«“La Stazione del Tarnone”: Parcheggio e “meeting point” integrato a servizi vari (informazioni, ristoro, vendita souvenir) e a uno spazio espositivo dedicato alla Ferrovia Marmifera». Dunque nelle intenzioni c'era la valorizzazione della storia della Marmifera nei locali della stazione. Che non sono molto grandi ma che tuttavia possono ospitare un punto ristoro/informazioni assieme ad uno spazio espositivo dedicata all'opera ferroviaria. Sta di fatto che sono passati anni dalla ristrutturazione, compresa l'impiantistica, e la stazione versa in stato di abbandono. Nei mesi scorsi in un sopralluogo della commissione attività produttive è stata data una delle presunte ragioni per cui la stazione sarebbe chiusa senza essere utilizzata ossia la presenza di un canale proveniente dalle vicine cave che renda l'area soggetta ad allagamenti e inoltre ci sarebbe un problema di sicurezza legato alla sassaia sul versante di monte sopra la stazione. «Se non effettuiamo questi interventi di messa in sicurezza idraulica e geologica la ex Stazione non potrà essere utilizzata», aveva affermato, nell'occasione, l'allora assessore alle attività produttive Fabio Traversi aggiungendo che i problemi sarebbero noti da tempo negli uffici comunali. Vale davvero la pena lasciare abbandonata la stazione? Forse l'occasione per un rilancio potrebbe arrivare dall'apertura della cava romana di Fossacava. Ma sarebbe indispensabile utilizzarla anche per ricordare la Marmifera.
Stazione Ravaccione in completo degrado. Se al Tarnone la situazione è di abbandono, a Ravaccione le cose vanno molto peggio. La stazione, oltretutto, era dotata di un imponente carroponte tutt'oggi esistente ma che non è in nessun modo tutelato. Pensare che possa diventare "ferro vecchio" equivarrebbe alla follia del 21 febbraio 1961 quando, per esigenze sceniche della produzione del film "la strada dei giganti", la locomotiva FMC1 "Carrara" venne fatta deragliare sul bastione de "La costa" distruggendosi nel sottostante canalone.
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