Il Tirreno

E la faida dei Poggi entra nel processo

E la faida dei Poggi entra nel processo

Il pm Soffio ha fatto acquisire le intercettazioni ambientali delle gang: «Clima pericoloso anche dopo»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La faida dei Poggi entra nel processo in corte di assise per il duplice delitto di Natale. Lo fa dalla porta secondaria, ma comunque è un piccolo colpo di scena perché gli inquirenti - sia il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono sia il capo della squadra mobile Antonio Dulvi Corcione - hanno escluso ogni tipo di collegamento tra le vicende. Anche se le persone che ruotano attorno ad esse sono sempre le stesse.

Il sostituto procuratore Rossella Soffio vuole far capire al collegio - soprattutto alla componente civile - quale era il clima che si respirava ai Poggi, anche dopo quelle coltellate che hanno stroncato due giovani vite. Intanto l’inchiesta sulla faida è terminata, già notificato l’atto di chiusura ai sei imputati. A questo punto probabilmente non ci sarà un rito immediato, ma si procederà passando dal gup con la richiesta di rinvio a giudizio. Ma i termini per saltare il passaggio non sono ancora scaduti.

La difesa di Pablo Ricci - gli avvocati Carlo Biondi e Alessandro Maneschi - intanto dopo aver avuto il pollice verso dal riesame hanno fatto ricorso in cassazione per invalidare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il loro assistito. Ma ancora non c’è la data in cui la corte si riunirà per decidere. Il motivo del contendere nasce da un errore formale della prima ordinanza. Che invaliderebbe anche la seconda.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa