Il lutto
Dopo un’estate caldissima ci attende un autunno piovoso
CARRARA. Dopo l’estate più calda della storia, sono in molti a temere un autunno particolarmente piovoso. Soprattutto chi, come i carraresi, ormai da qualche anno vive veramente male le giornate e le...
CARRARA. Dopo l’estate più calda della storia, sono in molti a temere un autunno particolarmente piovoso. Soprattutto chi, come i carraresi, ormai da qualche anno vive veramente male le giornate e le nottate di pioggia intensa: il ricordo dei danni provocati dalle alluvioni è ancora vivo nella mente di tutti e in particolare, in quella dei residenti della Zona Rossa di Marina di Carrara che lo scorso 5 novembre, si sono svegliati con oltre un metro d’acqua in casa. Le temperature torride degli ultimi mesi contribuiscono se possibile ad aumentare il livello di preoccupazione perché ormai in città quello per la meteorologia è più di un semplice interesse e molti hanno capito che il calore accumulato in estate si traduce spesso in precipitazioni più intense nell’autunno. «Ad oggi quello che ci dicono le previsioni è che sarà un autunno piovoso, sopra la media, con temperature nella norma» ha spiegato Bernardo Gozzini, direttore Consorzio Lamma, ospite del convegno “Meteorologia, biometeorologia, geofisica e protezione civile…un legame senza tempo”. Gli esperti confermano dunque che è possibile anticipare la tendenza stagionale per quanto riguarda le precipitazioni: quello che non è possibile fare, invece, è prevedere le cosiddette “bombe d’acqua” che tanta paura fanno alla popolazione. «Quello che possiamo fare è individuare gli ingredienti che potenzialmente scatenano i temporali e i fenomeni più intensi. Quello che non possiamo fare è localizzarli e temporizzarli» ha spiegato il dottor Gozzini. Anche per questo gli “allerta meteo” non sempre corrispondono, per fortuna, a “bombe d’acqua”: «Quando facciamo gli allerta, su 10 casi, 9 volte non succede nulla e solo in un caso arriva il temporale intenso» ha aggiunto il direttore del Consorzio Lamma, concludendo che gli strumenti in possesso dei meteorologi, al momento, non consentono di fare di più. (c.ch.)
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