Il Tirreno

Ospedale e area medica, ecco come funzionerà

di Chiara Sillicani
Ospedale e area medica, ecco come funzionerà

Addio ai vecchi reparti. Rimane la Medicina ma i letti passano da 115 a 98 Il primario: non drammatizziamo, importante lavorare sui tempi di degenza

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MASSA. Come si farà il trasloco, quando esattamente sono interrogativi a cui una risposta definitiva l’azienda sanitaria non l’ha data. Non ancora. Di certo c’è - l’Asl lo conferma - che il 15 novembre l’ospedale sarà in viale Mattei.

Un ospedale per acuti alla cui porta bussi per curare la patologia nella sua fase “critica”: la cronicità e il recupero, in una visione nuova di sanità, spettano ad altri “poli”. Dagli ambulatori dei medici di base alla Casa della salute, al distretto. Senza dimenticare le strutture destinate alle cure intermedie, quelle a cui si rivolge chi grave non è più, ma da solo - magari perché anziano o disabile - non è in grado di curarsi. E qui sta la sfida da cogliere: creare una rete territoriale in grado di “proteggere” il paziente e rispondere alle sue esigenze.
Addio reparti, arrivano le aree. Un ospedale per acuti, quindi, e organizzato in maniera completamente diversa rispetto agli attuali: addio reparti, in viale Mattei arrivano le aree. Con la perdita - altro motivo di forte contestazione - di qualche posto letto. Il paziente - per semplificare - è medico o chirurgico. È chirurgico - è di immediata comprensione - chi deve affrontare un intervento, qualsiasi esso sia: dall’operazione all’utero a quella dell’anca. Se sei entrato in sala operatoria, sarai poi ricoverato al secondo piano del nuovo ospedale. In area chirurgica, appunto. A meno che si tratti di un piccolo intervento ambulatoriale: per quello devi valicare la Foce e raggiungere il Monoblocco. Caso a parte il cesareo che è sì un intervento, ma al secondo piano non si fa: ha un’area dedicata in ostetricia. Le mamme, anche se pazienti chirurgiche, stanno con le altre mamme, al primo piano.
Come funziona l’area medica. L’altra grande area (oltre alal chirurgica) è la medica: lì afferiscono tutti i pazienti non chirurgici o quelli che hanno bisogno di una stabilizzazione e di cura pre o post intervento. L’area medica include diverse specialistiche: la medicina vera e propria, la pneumologia, l’oncologia, la nefrologia, la cardiologia, la neurologia. A cui si aggiungono gastroenterologia, reumatologia e diabetologia. (Queste ultime tre, anche attualmente, senza degenze dedicate).

Nell’ambito dell’area medica (tecnicamente dipartimento area medica), la cui direzione è affidata al dottor Aldo Casani, i pazienti si distinguono in base alle necessità di cura: per semplificare, in base alla gravità o comunque alle necessità di assistenza infermieristica e clinica oltre che di supporti tecnologici.
La Medicina: il dottor Pampana spiega come funzionerà. Ad aiutarci nella comprensione di un’organizzazione che è da esperti del settore, c’è il dottor Alessandro Pampana, da maggio direttore dell’unità operativa di Medicina. Medicina sarà nelle sue mani anche al nuovo ospedale nell’ambito della più ampia area medica affidata al dottor Casani.

«La medicina vera e propria - spiega il dottor Pampana - manterrà la sua specificità. Avrà lo stesso organico medico (22 unità) e infermieristico e 98 posti dedicati al terzo piano, in contiguità con 10 posti destinati alle malattie infettive e realizzati in un’apposita area, con tutti gli accorgimenti necessari per evitare rischi contagio (malattie infettve avrà comunque un’autonoma gestione e direzione).

L’area medica e la stessa medicina funzioneranno sul principio dell’intensità, vale a dire della gravità dei pazienti: i pazienti “standard” (tecnicamente livello 2) che non presentano situazioni di particolare gravità occuperanno i 98 letti della medicina al terzo piano o i 38, al primo piano, per la polispecialistica, nel caso si tratti di pazienti cardiologici, pneumologici, oncologici o con problemi renali o neurologici. Chi è in condizioni più gravi sta in sub intensiva (livello 1B ) a cui sono destinati 16 posti letto al secondo piano. Di quei 16 posti, infatti, otto sono per i cardiologici, quattro per i chirurgici, quattro per l’intera area medica, indipendentemente dalla specialistica. E con la possibilità di ritoccare le percentuali al bisogno. Al secondo piano c’è anche l’intensiva con 14 letti: lì stanno i pazienti intubati. Di loro si occupano rianimatori e cardiologi.
Medicina perde 17 letti. Sistema a livelli orizzontali, certo è che un dato chiaro emerge: oggi Medicina (Massa e Carrara) conta 115 posti. Ne avrà 98, perdendone, quindi 17. Ma Alessandro Pampana invita a non drammatizzare e spiega che «una corretta gestione dei flussi in entrata (i ricoveri) e in uscita (le dimissioni) può aiutare». Tradotto: c’è da lavorare sui tempi di degenza.

La degenza media prevista dalle legge è di 7 giorni, la degenza media in Medicina in Toscana rispetta le indicazioni normative. A Massa Carrara, invece, siamo sopra la media. Ed è lì che l’Asl punta per garantire l’efficienza.

Una sfida, quindi, bella e buona che il dottor Pampana coglie, forte anche dell’esperienza: nella sua carriera ha già fatto i conti con tre traslochi in sanità e conosce bene l’organizzazione per intensità di cura che ha sperimentato all’ospedale di Cecina.

Adesso non rimane che attendere la data ufficiale del trasloco, anche se una cosa è certa: per una settima circa anche la Medicina sarà a Carrara. Non rimane che capire quando e per quanto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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