La manifestazione
Fornoli e Piccadilly Circus uniti dalla bella hostess
La storia di Iolanda Cavalli figlia di emigrati a Londra e il suo «Indiana Jones» La famiglia ha un ristorante di specialità lunigianesi nel cuore della City
VILLAFRANCA. La frazione di Fornoli e il centro di Londra, nella fattispecie Piccadilly Circus, sono in qualche modo più vicini, grazie alla discendente di una delle tante famiglie che, in epoche buie, cercarono fortuna all’estero, lasciando quindi con la morte nel cuore la verde Lunigiana.
Da Fornoli, appunto, con la valigia di cartone partirono tra gli altri le famiglie Adorni e Cavalli, cognomi comunissimi nella parte bassa della Lunigiana occidentale, i cui tanti discendenti popolano ancora il comprensorio villafranchese.
Iolanda Cavalli, londinese doc, discende appunto dal ceppo in questione, approdato tanti decenni fa nella City da dove, non senza sacrifici, ha pian piano risalito la corrente, fino a raggiungere una solida posizione, con tanto di immobili e un rinomato ristorante inseriti nelle proprietà.
Iolanda Cavalli ha da pochissimo sposato l’uomo della sua vita, a cui è legata da ben 29 anni. Matrimonio a Londra e viaggio di nozze, scelto dalla sposa, in Italia, per la precisione in Lunigiana, alla ricerca dell’origine perduta.
Uno scopo che calza a pennello a suo marito, John, concessionario di macchine di lusso, rassomigliante in maniera paurosa all’attore Harrison Ford, appunto il mitico Indiana Jones, protagonista della fortunatissima serie di film. John ha voluto regalare questo viaggio alla sua “Kate” che è da poco andata in pensione dopo essere stata per anni hostess sugli aerei della British e, successivamente, dirigente della medesima compagnia. In Lunigiana, Iolanda ha scoperto le tantissime specialità gastronomiche del territorio, riproponendosi di “esportarle” nel ristorante di famiglia, il “Capri” a Piccadilly Circus
Così, Iolanda, racconta la Lunigiana.
«Abbiamo sempre l’Italia nel cuore. Gli italiani sanno sempre farsi voler bene e riescono ad affermarsi nel mondo con dignità. Ricordo le vacanza da bambina, in Lunigiana alla Piastra e al Masero, presso le cugine con qualche bisticcio di gioventù perché loro adoravano alcuni nostri vestiti e finivano sempre - grazie a zia Lina - a ottenerli in regalo al momento della partenza. Alcuni italiani danno nomi stranieri ai loro figli, noi abbiamo una figlia di 24 anni alla quale abbiamo dato nome Claudia che sta avendo successo - con i consigli di zia Lisa donna di spettacolo - nel cinema, teatro, tv ecc. in qualità di truccatrice e non è potuta venire con noi perché impegnata con il suo lavoro, ma vuole tornare spesso in Italia. John ha voluto festeggiare il mio compleanno e in contemporanea il recentissimo matrimonio, con alcuni parenti che erano venuti in viaggio di nozze da noi nel 1976. Bellissimo! Fantastico! E' stato il più bel regalo ricevuto. Quei lunghi abbracci densi di significati ed emozioni che ti aiutano a ricordare un piacevole film del passato che serve a vivere meglio il presente e programmare il futuro. Un particolare curioso sulla squisita cucina lunigianese: ogni volta che si veniva a Villafranca, i nostri parenti ci preparavano sempre due torte una di "erbi" e una di patate e porri che avremmo dovuto portare a Londra, ebbene ai piedi della Cisa erano già finite! Papà Mario e zio Algerio esclamavano “che ingordi” ma erano troppo buone».
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