Il Tirreno

Dalla mamma con l’auto di servizio, assolto

Scagionato dai colleghi e dal dirigente: il geometra della ex Comunità Montana era reperibile

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FIVIZZANO. Era finito a processo per uso improprio della macchina di servizio. Con l’autovettura della Comunità Montana (ora Unione dei Comuni) andava a cena a casa della madre. La parcheggiava nel cortile della sua abitazione e ci portava pure i figli a spasso.

Per questo motivo, dopo mesi di accertamenti da parte dei carabinieri, il geometra Annibale Piccioli, responsabile del servizio rifiuti, cantieri e del canile della Comunità montana, si è ritrovato sotto accusa. Un utilizzo che secondo la difesa (Piccioli è assistito dall'avvocato Franco Perfetti) sarebbe stato giustificato dalla reperibilità dell'impiegato che, all'epoca dei fatti (siamo nel 2012) dove controllare vari lavori in corso e la questione dei rifiuti perché c'erano problemi in corso con la ditta che si occupava dello smaltimento.

Nel corso del processo la tesi difensiva è stata confermata dai colleghi di lavoro e dall’allora dirigente del geometra. Il pubblico ministero, Alessandra Conforti, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato. Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Giovanni Sgambati con a latere Elisabetta Congiusta e Sara Faini, si è pronunciato con una sentenza di assoluzione.

Si chiude così una vicenda che è stata ricostruita proprio in tribunale, davanti al collegio giudicante e al pubblico ministero Alessandra Conforti. Sul banco dei testimoni erano finiti anche i carabinieri che, dal novembre del 2012 per circa tre mesi, si occuparono degli accertamenti: un'attività effettuata sotto copertura.

I militari si erano appostati sotto casa del geometra e lo avevano visto salire sul Doblò con il logo della Comunità Montana e recarsi nella piazzetta di San Terenzo Monti, dove, come avevano poi accertato in un secondo tempo, abita la madre. Era uscito con i due figli ed aveva fatto ritorno a casa dove era parcheggiato il mezzo. E quel mezzo di servizio- secondo l’accusa - sarebbe stato utilizzato almeno altre due volte, così era emerso in aula, dal dipendente finito a processo. La Procura, dopo i primi accertamenti, dispose una delega di indagine e venne sentito il dirigente dell'area tecnica e quello che emerse in sede di sommarie informazioni era che l'auto di servizio poteva essere utilizzata in determinati casi di reperibilità. Proprio quello che poi è emerso nel corso del processo che ha scagionato il geometra dalle accuse.

(a.v.)

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