Il Tirreno

Truffa alla Ue, corsa contro la prescrizione

Alla sbarra il commercialista Strano e i Vannucci per la vasca anticalvizie. La sentenza a ottobre

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CARRARA. Le difese hanno chiesto l’assoluzione per il commercialista Paolo Strano e gli altri imputati (Sara Vannucci e suo padre Pier Lorenzo) di un processo su una presunta truffa all’Unione Europea. La sentenza del giudice Giovanni Sgambati è prevista per il primo ottobre. Data ravvicinata per correre contro la prescrizione, anche se in appello questo procedimento non ci arriverà mai, visto che i termini scadono tra meno di due settimane.

Ma perché Strano e i Vannucci sono finiti alla sbarra? E soprattutto perché il dottor Barco (socio nella costituzione della società Barcovanline srl) si è costituito parte civile? Tutto è cominciato proprio con la costituzione della Barcovanline srl, con sede legale a Carrara: i soci sono Barco e Vannucci. Insieme mettono a punto un progetto farmacologico per la ricrescita del capello: studiano l’applicazione della deina, una molecola di derivazione cortisonica. Molecola che aumenta le propria azione se abbinata a cicli di ozonoterapia. Barcovanline valuta la produzione di una speciale vasca che combini i due elementi. Con effetti importanti sulla salute: dolori articolari notevolmente ridotti e, appunto, cuoio capelluto più forte, quindi capelli che si infoltiscono. E fin qui - siamo nel 2007 - le cose vanno bene, poi arrivano le note dolenti: la società pensa di brevettare il progetto per poi passare alla fase b, la commercializzazione. Nasce un contenzioso tra Barco e i Vannucci in merito alla paternità dell’idea. Una diatriba civilistica, almeno in prima battuta, poi la vicenda si complica con tanto di risvolto penale: deina, azototerapia, vasca di immersione e calvizie diventano oggetto di un processo. Alla sbarra ci sono Sara e il padre Pier Lorenzo accusati di aver emesso fatture per operazioni inesistenti. Truffa scoperta da un’indagine della guardia di finanza. La procura contesta loro anche la truffa ai danni dell’Unione Europea. La Barcovanline per quel progetto aveva ottenuto finanziamenti da Bruxelles: per averli si rivolge a Paolo Strano, commercialista carrarese, esperto in materia. E infatti riesce a strappare la bellezza di settecentomila euro. In questi anni a testimoniare ci sono passati un po’ tutti, nella lista della difesa c’era pure Cesare Ragazzi. Adesso siamo all’epilogo.

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