Il Tirreno

Prefettura, tremano in sessanta

Prefettura, tremano in sessanta

Lavoratori in assemblea contro gli accorpamenti: una provincia declassata

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MASSA. «Rischiamo lo smantellamento degli uffici, la nostra diventerà una provincia di serie B»: i sindacati lanciano l'allarme sul futuro dei dipendenti e dei servizi della Prefettura di Massa Carrara di fronte al nuovo schema di decreto del Governo che cala la scure dei tagli e degli accorpamenti su ventitré prefetture italiane. É quanto é emerso alla fine di un tavolo organizzato ieri mattina, a Palazzo Ducale, alla presenza delle tre maggiori sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil provinciali e regionali. Un tavolo a cui sono stati invitati e informati tutti, anche i parlamentari locali, tutti insomma si chiedono quale sarà il futuro della nostra Prefettura, ma soprattutto qual è la fine che faranno i circa sessanta dipendenti che vi lavorano.

«Purtroppo stiamo assistendo a un declassamento della nostra provincia – denuncia la rappresentante della Cgil Anna Rita Scarola – questa disposizione non è che un arretramento dei servizi dello Stato, rischiamo di diventare una provincia marginale, tutto si sposta su Lucca. La cosa allarmante è che nel Dpr non si parla del personale, per cui ad oggi non sappiamo ancora se ci sarà una chiusura, un trasferimento o un mantenimento di uffici sul territorio». Nel caso peggiore la nostra provincia perderà la sede e gli uffici della Prefettura, resta da capire in che modo verranno riutilizzati i dipendenti, se è previsto un bando di mobilità o un trasferimento presso la sede di Lucca o altri uffici del Ministero. Nell'ipotesi  migliore, invece, si tratterà di un ridimensionamento e in questo caso allora si potrà mantenere un presidio sul territorio, ma per un solo anno, e per un solo ufficio, senza ancora sapere che tipo di funzione svolgerà: «Se seguiamo il documento – continua Scarola – l'ente terminerà le sue funzioni entro il 31 dicembre del 2016, dopodiché sarà possibile mantenere uno sportello ma non oltre un anno, poi c'è un punto interrogativo.

C'è poi il rischio chiusura anche di altri uffici del Governo, con un ulteriore impoverimento per il nostro territorio». In ballo ci sarebbe la questura e il comando provinciale dei Vigili del fuoco che, stando allo schema di decreto, rischierebbe di trasformarsi in un semplice distaccamento della sede di Lucca. «Prendiamo il caso di un cittadino della Lunigiana – conclude la sindacalista – paradossalmente per usufruire di un servizio dovrebbe percorrere chilometri, fino ad un'altra provincia, con tutto quello che significa in termini di aggravio e costi».

Alessio Profetti

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