Il dolore
Lorenzetti sindaco? No dei “binagliani” Si parla di scissione
L’ala del Pd vicina all’ex sindaco vorrebbe le primarie E intanto pensa a una lista civica con 5 Stelle e Forza Italia
MONTIGNOSO. Che il nome di Gianni Lorenzetti, assessore di punta della giunta Buffoni, circolasse come quello dell’unico candidato a sindaco per il centrosinistra alle prossime elezioni amministrative, era noto da mesi. Il Pd non ha ufficializzato la candidatura di Lorenzetti, ma ha dettato questa linea politica durante l’ultima assemblea comunale, senza nessun voto contrario, forte anche di un documento firmato dai segretari dei partiti di coalizione, Sel, Rifondazione e Psi, che, sostanzialmente, approva l’operato della giunta e riconferma l’idea di correre insieme alle amministrative, lasciando nelle mani del Pd la scelta del candidato sindaco, senza bisogno di primarie.
Gli alleati, in realtà, non si stracciano le vesti per lui, e c’è chi firmerebbe immediatamente per ricandidare nuovamente Buffoni, ma il peso elettorale è tale da garantire al Pd il candidato a sindaco. E dunque Sel, Psi e Rifondazione lasciano che il partito se la veda da solo con le sue spaccature interne. Alla maggioranza del Pd non piace che si parli di correnti e spaccature perché, dicono, in realtà non ne esistono, a meno che non si parli di quella “piccola crepa” del partito, formata dai binagliani, ovvero i seguaci dell’ex sindaco Federico Binaglia, di categoria renziana. Sono loro a volere le primarie interne al Pd per decidere il candidato a sindaco della coalizione, eppure secondo le voci non hanno, né i numeri per chiedere le primarie alla direzione comunale, dove servono il 30% delle firme degli iscritti, né un unico nome da proporre.
Nell’area binagliana, infatti, già circolano troppi aspiranti ad una possibile candidatura alle primarie: lo stesso Federico Binaglia, che dopo esser rimasto fermo un giro, non disdegnerebbe nuovamente la carica, poi la sua “creatura” Angela Bertocchi, che si scontrò con Buffoni alle scorse elezioni e ottenne un posto in giunta e infine anche Livio Grillotti, ex assessore provinciale. I binagliani sostengono che per volere del premier e segretario nazionale del Pd Matteo Renzi, le primarie andrebbero sempre democraticamente concesse e inoltre pare che nelle loro intenzioni ci sia anche quella di rivedere l’alleanza con Sel, per allineare l’amministrazione di Montignoso al nazionale e al regionale, dove Sel non è forza di maggioranza. Non è un segreto, d’altra parte, che fu proprio Sel a rompere le uova nel paniere dei binagliani, che all’epoca delle scorse amministrative erano la maggioranza del Pd con Piero Sacchetti alla segreteria, opponendosi alla candidatura unica della Bertocchi e proponendo le primarie con Buffoni che poi la diedero perdente. Alla fine a Montignoso i binagliani, guardando i numeri, non avranno grandi possibilità di manovra.
Il rischio potrebbe essere la loro uscita dal Pd e la presentazione di una propria lista civica in alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Forza Italia. Scenari da fantapolitica ma non impossibili.
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