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Denuncia il marito, perde la causa

Denuncia il marito, perde la causa

Voleva l’appartamento dell’uomo. Il giudice: mai stata picchiata

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MASSA. Prima il giudice monocratico, poi addirittura il collegio hanno dato ragione al marito, un sessantenne massese, accusato dalla moglie, una straniera di alcuni anni più giovane di lui, di essere un violento. Il calvario giudiziari dell’uomo, durato un annetto, è cominciato quando la signora ha presentato una denuncia alla polizia dicendo di essere stata picchiata dal consorte. Come primo provvedimento lui era stato allontanato da quella che era la casa dei suoi genitori e che aveva ereditato quando loro erano morti. Si era allora affidato all’avvocato Matteo Bertucci per riottenere quell’immobile e soprattutto per dimostrare che lui non aveva mai alzato un dito contro quella donna. E nemmeno con la suocera e il figlio di lei, un ventenne. Anzi li manteneva tutti e tre.

Così il legale si è opposto alla misura dell’allontanamento da casa e ha avuto ragione perché il giudice ha detto che non c’erano le prove della condotta violenta (un referto del pronto soccorso che parla di generiche escoriazioni guaribili in un paio di giorni non poteva bastare). La donna però non si è arresa e si è appellata a quella decisione. Nel frattempo però il marito era rientrato a casa sua, dividendo l’immobile con quella che ormai non considerava più la sua famiglia. Il collegio chiamato in causa dalla parte civile però ha dato torto alla moglie, confermando quello che aveva stabilito il monocratico. E l’uomo adesso, ottenuta anche la separazione, ora può godersi la sua dimora in santa pace.

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