Italia
Ztl e parcheggi, 600 controlli e 30 multe
Berti, vicesindaco di Massa, replica ai residenti: niente sconto sull’abbonamento, le sanzioni ci sono state. Ma sul resto siamo disponibili al dialogo
MASSA. È la storia della medaglia e delle due facce. Così chi vive in Ztl vuole i varchi in azione e i vigili con il blocchetto in mano perché - spiega - se i controlli mancano, a rimetterci sono i residenti. Chi in centro non ci vive,invece, la logica del pugno duro non l’approva: rischia di rimanerne “vittima”.
L’amministrazione sta nel mezzo e assicura piena disponibilità a valutare, ed eventualmente accogliere, le obiezioni sollevate dai residenti «perché - sintetizza Uilian Berti, vicesindaco con delega alla viabilità - sull’idea complessiva di Ztl non ci sono distinguo. Le criticità sono su aspetti di dettaglio e su quelli la modifica è consentita». Aspetti di dettaglio dunque e il costo dell’abbonamento non lo è. I residenti chiedono che nel 2016 possano abbonarsi 12 mesi pagandone 10 perché - motivano la richiesta - a luglio e agosto i controlli non ci sono stati, le sanzioni neppure e chi vive in centro e ha pagato per posteggiare, è stato leso nei suoi diritti. Lettura dei fatti che il vicesindaco non condivide: «Il rispetto delle regole c’è e c’è stato, anche nei due mesi di rodaggio della Ztl». E a confermara Uilian Berti snocciola i numeri: «In luglio e agosto, all’interno della zona a traffico limitato, sono stati controllati 600 veicoli. E sono state emesse 30 sanzioni». Insomma, in media 10 vetture controllate ogni giorno e il 5% degli automobilisti beccato in errore, nella maggior parte dei casi per aver sostato dove il parcheggio è concesso solo ai residenti: «Nessuno sconto - conclude il vicesindaco - ma nulla toglie, invece, come abbiamo detto più volte, che l’amministrazione valuti una riduzione dei costi per tutti, nel caso incassi in questo 2015 più del previsto».
Vero però che se i varchi già fossero operativi e verificassero numeri di targa e autorizzazioni all’accesso, i controlli sarebbero più capillari. È con questa consapevolezza che i residenti chiedono che il software sia attivato, senza ulteriori rinvii: «È lo stesso Ministero - Berti fa il punto - ad imporre 60 giorni di prova durante i quali il Comune deve esibire documentazione tecnica sul funzionamento e sull’utilizzo dei dati. Sappiamo che i termini sono scaduti ad inizio mese (la Ztl è entrata in vigore il 1° luglio ndr), Roma ci ha fatto sapere che le condizioni per l’attivazione ci sono, è tutto a regola, ma il documento ufficiale ancora non è arrivato. Dipende da tempi ministeriali, non nostri».
I residenti non solo chiedono che i varchi registrino e sanzionino, ma sollevano anche il problema motocicli: nel “cervellone” il numero di targhe dei mezzi a due ruote non si può inserire. Con il rischio che i non autorizzati entrino beatamente. «Stiamo valutando soluzioni tecniche - assicura Berti - comunque il disciplinare è chiaro e consente l’ingresso in Ztl solo a scooter e moto dei residenti. Chi entra senza averne diritto, lo fa derogando alle regole. In ogni caso, da luglio non vedo più schiere di motorini in centro storico e mi sembra apprezzabile».
Altro tema caldo: gli stalli per gli scooter. I residenti possono entrare in Ztl, ma il posto per posteggiare i motorini - spiegano - non c’è. Berti garantisce che i lavori sono in corso: «Oltre ai 60 in Largo Matteotti (fuori Ztl), sono stati realizzati 15 stalli in via Traversa. E, a giorni, partiranno i lavori in via Giardini e via Staffetti dove fino ad ora era aperto il cantiere per la fibra ottica. Nuovi posteggi saranno anche in via Bigini e piazza Martana per un totale di 70 nuovi stalli in zona a traffico limitato». Dialogo aperto su tutte le “piccole” contestazioni e sui dettagli (allungamento periodo d’accesso per la seconda auto, ad esempio): «Abbiamo sempre detto - conclude Berti - che i primi due mesi ci avrebbero permesso di verificare e perfezionare. Siamo pronti a farlo».
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