Il Tirreno

LA NOSTRA SALUTE

Allarme tumore diecimila malati mille casi ogni anno

di Sara Lavorini
Allarme tumore diecimila malati mille casi ogni anno

Oltre 4.000 pazienti in cura nel reparto di oncologia In crescita il cancro femminile, anche tra le giovani

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MASSA. Sono oltre diecimila i pazienti affetti da tumore in provincia. Un dato ancor più allarmante, visto che ogni anno vengono diagnosticati altri mille nuovi casi.

Gli organi più colpiti, per entrambi i sessi, sono quelli del tratto capo collo del distretto cervico-facciale (gola, tonsille, laringe), il colon retto ed i polmoni. Per gli uomini la zona del corpo più a rischio è quella della prostata e, per le donne la mammella. Il fumo di sigaretta è il primo fattore che provoca l’inizio del processo neoplastico (ovvero la riproduzione abnorme di tessuto che cresce in maniera scoordinata rispetto ai tessuti normali), ma anche l’abuso di alcool, una dieta ricca di grassi e proteine, una vita sedentaria sono nemici per la nostra salute.

«Siamo la provincia della Toscana che presenta più malati oncologici in assoluto- afferma il dottor Andrea Mambrini, primario del reparto di Oncologia a Carrara- e tra i primi posti anche a livello nazionale. La cattiva abitudine di fumare spesso legata a quella di bere molto alcool, sia tra gli uomini ma in forte aumento anche nelle donne, sono dei veri e propri killer per il nostro organismo. Ogni anno nel mondo muoiono oltre 6 milioni di persone a causa del fumo, 600.000 per il fumo passivo. Cercare di avere degli stili di vita sani, da insegnare in maniera categorica già ai nostri bambini, è l’unica arma che abbiamo per salvaguardarci.

L’inquinamento ambientale inoltre, non aiuta a proteggerci, per questo vale il motto: “essere medici di se stessi”. Anche gli esami di screening - prosegue il dottor Mambrini - come il Pap test, le visite senologiche a 40 anni, la ricerca del sangue occulto nelle feci, sono importantissimi».

Nel reparto di Oncologia a Carrara, sono oltre 4.000 i pazienti in cura e un centinaio quelli, che già dalle prime ore della mattina sono in sala di aspetto, in attesa di sottoporsi alle varie terapie contro il loro male: chemioterapia, chemioterapia loco-regionale, radioterapia, l’ipertermia esterna e la terapia bersaglio molecolare. «Ad oggi, fortunatamente - spiega il dottore - grazie alle nuove tecniche terapeutiche, il 54% dei malati riesce a salvarsi. Il tumore è una malattia che va combattuta, sia fisicamente che mentalmente - continua il medico - per questo nel nostro reparto ci prendiamo in cura a 360 gradi dei nostri pazienti. Organizziamo concerti con artisti di fama internazionale, spettacoli teatrali, abbiamo una biblioteca e la musica sempre accesa per cercare di far sentir bene e, sopratutto vivo, chi deve sottoporsi alle terapie. Un malato deve essere accolto nella sua interezza, deve poter continuare a credere che ce la farà». Con l'apertura del Nuovo Ospedale delle Apuane c’è il rischio che questo tipo di accoglienza possa andare perso per mancanza di spazi, ma - assicura Mambrini - «sarà nostra premura salvare questa peculiarità, che ormai da anni ci contraddistingue».

Anche nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, sono molti ed in costante aumento, i casi di donne malate di cancro. La neoplasia ginecologica di maggior frequenza è rappresentata dal tumore dell’endometrio, che nel mondo è al sesto posto tra i tumori più frequenti nel sesso femminile, con circa 288.000 nuovi casi e 74.000 morti l’anno. «I dati del 2014 di nuovi casi diagnosticati nella nostra Asl sono effettivamente più alti (circa il doppio) rispetto alle altre province toscane- a tracciare il quadro è Antonio Ragusa, primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia- con 92 nuovi casi. Tuttavia è giusto osservare come soltanto la metà dei pazienti appartenesse della nostra provincia. Oltre 50 pazienti sono afferite al nostro reparto da provincie vicine, grazie ad un’attenzione alla diagnostica precoce molto sviluppata nel nostro centro isteroscopico. Gli stessi dati vengono confermati per la patologia della cervice uterina, un tumore che colpisce spesso in età fertile. Sono oltre 200 invece gli interventi fra lesioni pre tumorali e tumorali iniziali, raggiungendo una numerosità circa tripla rispetto alle statistiche per abitanti. Nel nostro reparto, stiamo sperimentando - prosegue Ragusa - lo “Studio Speranza” rivolto alle pazienti con patologia della cervice uterina in cui l’mpiego del vaccino anti Hpv nel protocollo, dopo chirurgia, sta fornendo dati incoraggianti in termini di riduzione di recidive di malattia dopo trattamento. Fortunatamente nelle nostre Asl abbiamo ottimi professionisti che hanno introdotto tutte le cure e metodiche preventive esistenti. Il nostro reparto - conclude il dottor Ragusa - è l’unico centro Toscano ad avere un ambulatorio vaccinale anti HPV con sperimentazione rivolta alla donna adulta. I dati del nostro studio saranno peraltro presentati al congresso internazionale sul Papilloma virus. Gli interventi riguardanti il carcinoma della vulva sono circa 4 volte al di sopra della media e, il nostro gruppo è stato in grado di implementare (come avviene da anni nel carcinoma del seno) la metodica del linfondo sentinella nel carcinoma vulvare. Tale metodica permette un intervento chirurgico in base allo stadio di malattia del tumore riducendo le complicanze, dato di elevata importanza visto che tale patologia colpisce prevalentemente donne anziane con difficoltà insite con l’età».

Un’efficienza della cura, quindi, in un territorio con un’elevata incidenza di tumori.

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