Il Tirreno

erosione

«Servono nuove scogliere»

Chiara Sillicani
 «Servono nuove scogliere»

I balneari chiedono altri 4 pennelli dall’Oliviero alla paratia sul Versilia

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MASSA. Chiudono gli ombrelloni e l’argomento torna d’attualità. Perché quando la stagione balneare è agli sgoccioli, già si guarda avanti e si pensa a tutto quel che serve per affrontare la successiva. E la risposta è sempre la stessa: lavori antierosione. Passati di moda i geotubi, lo scorso anno - ad onor del vero - l’accelerata c’è stata con la creazione, o la risistemazione, delle buone vecchie scogliere, quelle che da decenni dimostrano di saper fare il loro lavoro.

Otto barriere in sasso fino al bagno Oliviero. Da lì più nulla e, a fare da ultimo baluardo all’erosione, c’è la paratia al fiume Versilia, quella che delimita il Beach Club. Ma tra quella paratia e l’ottavo pennello, il mare ha confermato che se non trova ostacoli diventa vorace e si mangia granelli di sabbia e metri di arenile. Gli stabilimenti immediatamente dopo l’ottava scogliera - a fare il punto è Luca Martini, presidente della Compagnia del Mare e titolare dell’Henderson - hanno subìto effetti importanti. Tradotto: hanno visto ridursi la spiaggia.

Ecco, allora che la priorità diventa intervenire sulla porzione di arenile libera, priva di difesa, sul tratto di spiaggia tra lo stabilimento Oliviero e la paratia del Versilia. E intervenire significa costruire nuovi pennelli. Quattro in totale.
L’ipotesi di altri 4 pennelli. I balneari lo avevano detto: realizziamo 8 scogliere, poi teniamo d’occhio la costa e se qualcosa non va, allora si metta mano a nuove barriere. E non a caso - anche la Regione ha fatto la sua parte - i soldi per costruire due nuovi pennelli già ci sono. Ma - e questa è la novità - i balneari a confine con Cinquale, quelli che fino a qualche anno fa l’erosione non sapevano neanche che fosse, sono allarmati. Perché con due sole nuove scogliere, la pur piccola porzione rimasta senza difese arretrerebbe pesantemente.

«Per mettere in sicurezza tutto il litorale, fino alla foce del Versilia - spiega Luca Martini - servirebbero non due, ma 4 nuove scogliere». Una proposta questa che i balneari porteranno al tavolo con la Provincia e il Comune, già nei prossimi giorni. Anche se il nodo vero rimangono i soldi perché il finanziamento c’è, ma soltanto per realizzare due barriere in sasso.
E i soldi dove si trovano? Gli operatori balneari non si tirano indietro e se si tratta di dare un contributo ci stanno. Sono pronti a mettersi le mani in tasca e garantire la loro quota parte. Se dunque dagli organi competenti arrivasse il via libera alle 4 nuove opere, dovrebbe essere attentamente quantificato il costo per valutare la sostenibilità economica dell’intervento e le possibilità dei balneari di contribuire. Per garantire “copertura” alla costa dal Frigido al Versilia. Altra partita, invece, quella dal Frigido al Lavello: lì - metafore a parte - le acque si stanno muovendo. La zona, da Sin (sito di interesse nazionale) è diventata Sir (sito interesse regionale) con il vantaggio di procedure più snelle per gli interventi. Le opere su quella fascia di costa concederebbero una boccata d’ossigeno alla Partaccia che da qualche anno fa i conti con l’erosione. In particolare dovrebbero essere risistemate scogliere già esistenti che, per gli anni trascorsi e l’azione del mare, non lavorano più a pieno ritmo.
Lavori in mano al Comune. L’interrogativo non sono soltanto i costi, ma anche la realizzazione. La competenza sull’arenile è di Palazzo Ducale, ma la Provincia - visto il processo di riforma in atto - conta davvero su poche energie. Tanto che già lo scorso anno la palla è passata nelle mani del Comune che ha realizzato alcuni lavori. Ed è al Comune che i balneari pensano per la costruzione delle altre quattro barriere, dallo stabilimento Oliviero alla paratia sul Versilia.

Opere nuove e da progettare, ma in ballo c’è anche la conclusione dei lavori già messi in cantiere. Le ruspe dovranno accendere i motori all’altezza della vasca del Magliano che - spiega Luca Martini - gli effetti dell’erosione li sente ancora.  È in quella zona - per capirci - che negli scorsi anni il mare ridusse ko gli stabilimenti facendone crollare uno come tessere del domino. Dovranno poi essere prolungati alcuni pennelli già esistenti.  Temi caldi in autunno. Nei prossimi giorni il punto degli operatori balneari con il Comune e la Provincia. Con la richiesta di realizzare non 10 scogliere complessive, ma 12.

 

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